LECCE – I sindaci protestano: “Ma non eravamo la massima autorità sanitaria sul territorio?”. Alcuni hanno ricevuto la notifica delle quarantene quando erano già scadute, ci racconta Ernesto Toma, il sindaco di Maglie. “Ora si sono messi in regola, ma che fatica! Ancora non mi è arrivata alcuna notifica ufficiale che mi informasse del  numero dei pazienti positivi al covid-19, mentre si sono già autosegnalati in tre: la notizia è di dominio pubblico. Appena hanno saputo di essere positivi, hanno fatto il post”. Stesse scene ovunque nel Salento. I silenzi delle autorità sanitarie, che miravano a tutelare la privacy e a evitare la caccia all’untore, sono stati scalfiti dalle autosegnalazioni, anche a mezzo social. I primi cittadini annaspano tra ritardi nell’esecuzione dei tamponi e ulteriori slittamenti della comunicazione dei risultati. A Gallipoli, dopo due settimane e il rinnovo dei test, ancora devono arrivare tutti i risultati (rischia di andare in tilt l’ospedale per le quarantene). Stessa storia nella RSA di Soleto, dove solo ieri abbiamo saputo che ci sono 31 infetti. Il sindaco Graziano Vantaggiato ha lamentato il blackout della comunicazione dell’Asl con le famiglie e i ritardi nell’eseguire e nel comunicare gli esami. L’ospedale di Copertino, poi, ha aperto ieri in ritardo, per via delle quarantene reiterate degli operatori, messi in un corridoio a fare i test insieme a chi è poi risultato positivo (questa è la testimonianza di uno dei protagonisti).

Eppure la battaglia contro il nemico invisibile si gioca sui tempi: bisogna isolare gli asintomatici con le quarantene, per questo c’è bisogno di rapidità nei test e nella comunicazione dei risultati. Ma la sanità annaspa. Abbiamo avuto due mesi per prepararci e ancora dobbiamo dare il via libera alle aziende locali che hanno i requisiti per produrre DPI: ci perdiamo dietro una burocrazia imperscrutabile come nel “Castello” di Kafka. Ma i silenzi sui contagiati sono intollerabili. Per spiegarvi questo concetto vi facciamo l’esempio del caso di Lizzanello: da giorni si mormorava di un positivo, eppure il sindaco era tranquillo, non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalla Prefettura leccese. Solo una piccola “sommossa popolare” ha costretto il sindaco alla verifica della situazione e alla sanificazione del residence di Merine, dove alloggiava il 67enne infetto.

Possibile che i sindaci siano gli ultimi a sapere? Proprio loro che dovrebbero contribuire ai controlli con la polizia municipale e che dovrebbero accertarsi del cambiamento di raccolta della spazzatura? Per le famiglie delle persone infettate o in quarantena la raccolta è tutta indifferenziata, così da evitare contagi. Il diritto all’informazione viene garantito solo dalle mappe della protezione civile: a un certo punto, è stato il lavoro del Corrieresalentino a garantire la verità su come avanza il covid-19 nel Salento, poi siamo stati seguiti da alcuni colleghi nella sovrapposizione della cartina geografica con la mappa dei contagi in Puglia. Siamo passati da una comunicazione puntuale dei casi, dei paesi del contagio e dell’età dei pazienti da parte del Dipartimento Salute della Regione Puglia al silenzio deprimente, che travolge i sindaci e tutto il mondo dell’informazione.

Sapere quanti contagi ci sono in un paese, qual è l’età dei pazienti e come si sono infettati è un diritto non solo per i sindaci: la privacy può essere tutelata ugualmente. Adesso riescono a informarsi solo sindaci con fonti privilegiare nell’Asl. Mentre leggiamo, giorno dopo giorno, la mappa della protezione civile, rendendoci utili anche nei confronti dei primi cittadini (le cui proteste rivolte contro la Regione sono cadute nel vuoto), la mancanza di informazioni puntuali regna sovrana. Comprendiamo la difficoltà del momento per tutte le istituzioni sanitarie, costrette a confrontarsi con una devastante pandemia, dopo decenni di tagli alla sanità pugliese (ma anche di sprechi!): non ci resta che sperare che la sanità e la burocrazia pugliese si velocizzino, diano il via libera alle nostre imprese per la produzione di DPI, migliorino la comunicazione e si connettano meglio con i sindaci.