PUGLIA – Inarrestabile l’avanzata della Xylella che dilaga e colpisce altre piante in Puglia, in totale 426 nuove piante positive, di cui 404 olivi, 16 piante di lavanda, 5 oleandri ed 1 mandorlo. A darne notizia è Coldiretti Puglia, sulla base dei risultati delle analisi condotte sul materiale vegetale campionato e pubblicati su InfoXylella. I nuovi positivi interessano quasi esclusivamente la provincia di Brindisi (419), tranne 7 in provincia di Taranto, rileva Coldiretti, con ben 295 ulivi in provincia di Brindisi in agro di  Carovigno, mentre 101 piante, inclusi lavande, oleandri e il mandorlo, sono ad Ostuni, 20 a Ceglie Messapica e 3 a Francavilla Fontana, mentre nel tarantino 2 sono in agro di Taranto e 5 a Monteiasi. Da segnalare un focolaio in pieno centro della zona industriale di Ostuni dove, insieme ad alcuni olivi si sono infettate, tutte nella stessa aiuola, ben 16 piante di lavanda e 5 di oleandro, mentre a preoccupare – aggiunge Coldiretti Puglia – è la crescente numerosità di ulivi infetti nella Piana degli ulivi monumentali.

“Carovigno e Ostuni sono la nuova Oria con una pressione fortissima della malattia. Se gli espianti in questi anni fossero stati immediati, sarebbero stati estinti tempestivamente i focolai attivi che hanno continuato ad infettare piante, ulivi e non solo. Gli agricoltori vivono un periodo di forte criticità, tra l’avanzata della Xylella e le crisi di mercato causate dall’emergenza Coronavirus. E’ evidente l’urgenza di procedere con tempestività agli espianti delle piante infette per estinguere i focolai e arginare la progressione della malattia che continua ad avanzare”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Per accelerare gli espianti, al fine di dare supporto concreto alle misure di contenimento imposte dalla Comunità europea – aggiunge Coldiretti Puglia – potrebbero essere proprio le imprese agricole, in possesso di requisiti e attrezzature specifiche, a poter svolgere le attività di espianto, funzionali al contenimento della malattia, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e al mantenimento dell’assetto idrogeologico, attraverso la costituzione di un apposito elenco in deroga al codice degli appalti, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 228/2001 recante “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’art. 7 della legge 5/03/2001 n. 57.

“Al contempo il sistema dei monitoraggi e dei campionamenti va potenziato perché ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici”, aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni. “Monitoraggi e campionamenti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L’efficacia e sistematicità sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione. Va rifinanziata nel 2020 l’attività di monitoraggio dell’insetto vettore – ha aggiunto il direttore Piccioni – strumento essenziale per tracciare il percorso e lo stato di avanzamento degli stadi di vita della ‘sputacchina’ e rendere maggiormente efficaci le ‘buone prassi’ in agricoltura”.