Il sindaco di Veglie, Claudio Paladini

VEGLIE (Lecce) – “A Veglie accade di tutto grazie all’improvvisa e sconsiderata azione di qualche solito noto in cerca di visibilità. Il 3 giugno discuteremo in Consiglio Comunale la mozione di sfiducia nei miei confronti ma la domanda è semplice: che senso ha discutere una mozione di sfiducia al Sindaco il 3 giugno quando il suo mandato è già terminato il 31 maggio?”. Lo chiede il Sindaco di Veglie, Claudio Paladini.

“Una mozione di sfiducia – prosegue – si presume che debba essere discussa nel corso del mandato non a mandato concluso. È una situazione paradossale frutto di chissà quale ingegnoso pensiero e giochetto politico al fine di raggiungere chissà quale scopo ma questi grandi pensatori non si rendono conto che non ha nessun senso e nessuna utilità in un momento di crisi mondiale, con una pandemia ancora in atto, mandare a casa l’Amministrazione e lasciare il paese in mano il paese ad un Commissario.

Lo ritengo un atto politicamente vile poiché ho lavorato sempre e soltanto nell’interesse comune,  anteponendo l’impegno politico per il mio paese al resto ma ovviamente la riconoscenza in politica non esiste, ne prendo atto; i consiglieri comunali che hanno firmato la mozione di sfiducia si dovranno assumere la responsabilità di aver affidato il paese nelle mani di un Commissario in un momento di emergenza sanitaria e di crisi economica”.