DISO (Lecce) – È finito sotto processo L.P., lo psicologo di 65 anni originario di Diso in servizio presso l’ospedale di Maglie, arrestato il 7 febbraio scorso dagli agenti della Squadra mobile di Lecce con l’accusa di aver palpeggiato un’allieva di 25 anni durante una seduta propedeutica ai test attitudinali per entrare in polizia. Il rinvio a giudizio, notizia pubblicata in anteprima e ripresa da una testata online nelle scorse ore, è stato disposto dal gup Simona Panzera che ha rigettato la richiesta di abbreviato condizionato dall’acquisizione di alcuni atti difensivi avanzata dall’avvocato Luigi Suez ritenuta dal giudice superflua. L’istruttoria dibattimentale si aprirà il 9 settembre davanti ai giudici della prima sezione penale. in aula sarà presente la persona offesa, una ragazza residente nel circondario di Maglie, costituitasi parte civile con l’avvocato Stefano Chiriatti. Parte civile sarà anche l’Asl rappresentata dall’avvocato Alfredo Cacciapaglia.

Lo psicologo si trova sempre confinato ai domiciliari. L’inchiesta, condotta dagli agenti della Squadra mobile specializzata nei reati contro la persona, è stata avviata dopo la denuncia di una ragazza di 25 anni, residente in un comune del circondario di Maglie, sporta a distanza di una decina di giorni dai fatti e ha raccontato cosa sarebbe accaduto. La seduta, programmata da tempo nell’ambulatorio del professionista, risale al 2 luglio ed era propedeutica per preparare la donna al corso di polizia a cui l’allieva avrebbe dovuto concorrere.

Lo psicologo, secondo quanto contestato, avrebbe allungato le mani nelle parti intime della ragazza approfittando di un momento di totale rilassamento della persona offesa stesa sul lettino. Che, appena compreso quanto le stava accadendo, reagì allontanandosi rapidamente. Dopo la denuncia sono scattate le indagini che hanno convinto il pm Giovanna Cannarile (attualmente in servizio nei ranghi della Dda) a chiedere e ottenere dal gip Marcello Rizzo una misura cautelare ai domiciliari.

Tale ricostruzione è stata fermamente contestata dallo psicologo nel corso dell’interrogatorio di garanzia. In circa 45 minuti ha ripercorso quanto sarebbe accaduto nel suo ambulatorio spiegando di aver fatto adagiare la ragazza sul lettino per praticare una tecnica di rilassamento che prevede massaggi nelle zone di tensione e a maggiore stress (alle braccia e all’altezza del seno) per alleggerire muscoli e nervi così come indicato in un preliminare colloquio. Negò, sempre in quella stessa sede, di aver mai palpeggiato la giovane nella parti intime. In più l’aspirante candidata si sarebbe presentata ai test dopo un’ora e mezzo nella stanza adiacente senza lamentare alcun disagio partecipando regolarmente al concorso. Nel frattempo come atto dovuto l’Asl ha aperto un procedimento disciplinare a carico del professionista che è stato sospeso dal servizio.