Il “nuovo” campionato del Lecce è cominciato subito con il botto, Milan e Juventus, due squadre non solo forti, ma anche rodate dall’impegno in Coppa Italia. Il Lecce in qualche modo ha dovuto rincorrere la loro forma fisica, oltre a dover far fronte a ciò che significa scontrarsi su una squadra sulla carta più attrezzata. Andrea Rispoli fa una riflessione rispetto a questo concetto.

“La gara contro la Juventus ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca – dice – perché stavamo disputando una grande gara contro una squadra forte, poi gli episodi ci hanno penalizzato”.

Che il Lecce era ben messo in campo contro i bianconeri è un dato di fatto, nessuno potrà mai sapere come sarebbe potuta andare a finire la partita, di certo restare con un uomo in meno contro la capolista non sarebbe stato semplice per nessuna squadra, tanto più per una che lotta per la salvezza, con i problemi legati al numero limitato di rosa.

L’esterno destro giallorosso spiega: “Siamo partiti forte e abbiamo anche avuto delle occasioni. Siamo riusciti a mettere in difficoltà una squadra importante come la Juventus. È un peccato non essere riusciti a fare punti”.

Il rientro dopo tante settimane di stop non è stato semplice, quello che è successo non ha precedenti, Rispoli lo sottolinea: “Quando si sta un po’ fuori, dopo quello che è successo a causa del Covid non è facile rientrare e riprendere subito a giocare ed allenarsi. Noi abbiamo lavorato da casa, però il ritmo della partita lo prendi solo giocando”.

Contro la Sampdoria il Lecce troverà una squadra alla sua portata in termini di preparazione, non solo, troverà una diretta concorrente. Non si è mai “giocato”, si va sempre in campo per vincere, ma adesso la faccenda si fa proprio seria.

“Noi dobbiamo fare una riflessione, abbiamo giocato contro Milan e Juventus, ma non abbiamo ottenuto risultati. Le altre squadre hanno avuto impegni più alla loro portata e hanno ottenuto poco e niente”.

Però il giocatore poi sottolinea un concetto importante, quello di dover guardare nelle proprie tasche.

“Detto questo, noi non dobbiamo pensare a quello che fanno gli altri, ma dobbiamo pensare a quello che facciamo noi. A mettere fieno in cascina, i punti che ci servono per sperare nella salvezza che tutti vogliamo”.