LECCE – Un video porno girato con il fidanzato e un suo amico e poi circolato su diversi telefonini dietro il suicidio di una ragazza di appena 16 anni. Un sospetto, nulla più. Ma che si è concretizzato con la richiesta di rinvio a giudizio per un 19enne e un 20enne, all’epoca minorenni, accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata e pedopornografia così come contestato dal pm della Procura dei Minori Imerio Tramis. Le accuse fanno da sfondo al dramma di una ragazzina, figlia di una coppia di professionisti residente nel capoluogo, suicida nel giugno dello scorso anno all’interno di una Comunità, nel barese.

Non è stata stabilita alcuna connessione tra i due fatti ma, circa due anni prima di compiere l’insano gesto, la ragazza sarebbe stata ripresa ubriaca mentre consumava un rapporto con il fidanzato e un suo amico. E quel video, da quel che si sa, iniziò a circolare sui telefonini di parecchi ragazzi. Un colpo tremendo per la minore colpita nell’intimo dalla superficialità per quel filmato che doveva rimanere segreto. E che avrebbe gettato nello sconforto la minore.

Per l’avvocato della famiglia Massimo Bellini, il video diffuso avrebbe indebolito la stabilità mentale della ragazza nonostante la Procura non formalizzi una correlazione tra i due fatti. Di fatto, la minore cadde in depressione e venne accolta da diverse comunità. Ultima, una struttura nel barese, ad Andria per la precisione. Qui, circa un anno fa, la ragazzina si tolse la vita all’interno della sua stanza utilizzando una cintura. Una scena ripresa, peraltro, da una telecamera di videosorveglianza. La Procura di Trani, competente per territorio, decise di aprire un fascicolo d’indagine per accertare eventuali responsabilità a carico dei responsabili della struttura.

Parallelamente anche la Procura dei Minori di Lecce, su input del legale della famiglia, avviò ulteriori accertamenti sfociati nella richiesta di rinvio a giudizio a carico dei due ragazzi, all’epoca dei fatti entrami under-18. L’udienza preliminare è fissata per il 22 ottobre prossimo. I due imputati sono assistiti dagli avvocati Stefano De Francesco e Giuseppe Milli.