Stazione CC Melissano

MELISSANO (Lecce) – Processo sprint per C.B., il 72enne di Melissano, arrestato il 20 maggio con l’accusa di aver cosparso di alcol il corpo della moglie al culmine di un litigio. Il gip Edoardo d’Amborsio ha emesso un decreto di giudizio immediato così come richiesto dal pubblico ministero Luigi Mastroniani alla luce delle prove estremamente granitiche raccolte dai carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Alessandro Borgia. L’inizio del processo è fissato per il 7 ottobre davanti al giudice monocratico della seconda sezione penale Annalisa De Benedictis in attesa che l’avvocato difensore Giuseppe Caputo sciolga le riserve sulla possibilità di avanzare richiesta di abbreviato. Nel frattempo, a carico dell’imputato,l l’accusa principale, quella di tentato omicidio, è stata modificata in tentate lesioni personali gravi aggravate dalla deformazione dell’aspetto della persona. Nel decreto compaiono, poi, anche le accuse di lesioni personali gravi consumate e maltrattamenti in famiglia aggravati.

Secondo quanto ricostruito la donna sarebbe rimasta in balìa di un uomo irascibile e violento dall’inizio del matromonio. Sia durante la permanenza in Germania che quando la coppia rientrava in Italia per trascorrere le vacanze estive, a San Pietro Vernotico prima di trasferirsi a Melissano. La violenza avrebbe fatto da cornice al matrimonio. Maltrattata in tante tante occasioni. Sin dal lontano 1975 quando sarebbe stata spinta contro una pentola di acqua bollente riportando ustioni di secondo e di terzo grado. Anni dopo sarebbe stata spinta riportando una frattura. In pieno lockdown sarebbe stata minacciata di morte con un taglierino, insultata e sollecitata ad impiccarsi con una corda.

Fino all’episodio clou risalente a maggio quando la donna, ormai esausta, avrebbe annunciato al marito l’intenzione di denunciarlo mandando su tutte le furie l’uomo. La donna ha avuto la prontezza di allertare le forze dell’ordine. Con le urla è riuscita ad uscire da casa Per poi rientrare, prendere il telefono e comporre il numero di emergenza. A quel punto il marito l’ha scaraventata per terra cospargendo il corpo di alcol. Era a terra uando in casa sono piombati i carabinieri della stazione di Melissano, agli ordini del maresciallo Alessandro Borgia. Il marito aveva ancora in tasca l’accendino (sequestrato insieme a un taglierino e ad alcuni indumenti) ed è stato bloccato prima che potesse compiere un femminicidio. La casa era tutta a soqquadro. Cocci scaraventati per terra; suppellettili danneggiate perché l’anziano ha cercato di colpire la moglie scagliandole addosso svariati oggetti. La donna, fortunatamente, riportò solo qualche lieve ferita sbattendo violentemente il bacino per terra così come accertato dal suo medico.

Per il marito, invece, si aprirono le porte del carcere di Lecce salvo poi tornare in libertà a conclusione dell’udienza di convalida in cui l’anziano delineò un profilo della moglie border line a causa di alcune problematiche psichiatriche che, a suo dire, la affliggevano da tempo. Nello specifico allucinazioni paranoiche. Tanto che quando vivevano in Germania venne ritrovata dalla polizia per strada in stato confusionale. A testimonianza delle sue dichiarazioni la difesa depositò una relazione del figlio che attestava le patologia della madre. E quel giorno avrebbe inscenato una messinscena in una delle sue crisi. Perché spesso la moglie si rifiutava di seguire la terapia che le era stata prescritta. E sposati da ormai 50 anni voleva ritornare in Germania. Da qui i battibecchi e le liti. Ma, a dire dell’uomo, le tensioni in casa sarebbero giustificate sempre e solo da approcci, magari bruschi, di tutelare la salute mentale della moglie che spesso si ostinava a non assumere le medicine. Attualmente l’uomo è sottoposto alla misura di divieto di avvicinamento dalla donna e si è trasferito a San Pietro Vernotico, comune di origine della coppia.