LECCE – Dopo la lettera del sindaco di Melendugno, pubblicata ieri su questo giornale, che difende a spada tratta tutti i no Tap, e rivendica il diritto costituzionalmente garantito di opporsi all’opera e di protestare, il prefetto Claudio Palomba interviene manifestando sconcerto per le parole usate dal primo cittadino. La preoccupazione del Prefetto di Lecce è la stessa del questore, intervenuto nei giorni scorsi: che si possano legittimare comportamenti violenti. Con una lettera vergata in mattinata risponde punto per punto a tutte le accuse. «Ho letto con estremo sconcerto e rammarico la lettera a me indirizzata dal Sindaco del Comune di Melendugno, in merito alla situazione di quel territorio a seguito delle operazioni connesse al progetto T.A.P., con particolare riferimento “alla scelta di militarizzare l’area”- spiega il prefetto di Lecce nella lettera – Sono, poi, inaccettabili i giudizi che riguardano il Questore Leopoldo Laricchia, dirigente dello Stato che ha dimostrato in poco tempo un altissimo senso di responsabilità a fronte di una situazione estremamente complessa.

Non è mio intendimento in questa fase rispondere nello specifico alle gravi affermazioni del Sindaco, – che ricordo a me stesso è anche ufficiale del Governo – ma voglio precisare che tutte le operazioni e gli interventi (movimentazione ulivi, lavori nelle masserie di deposito, controllo del territorio) sono stati sempre preventivamente concordati nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, da me presieduto e di cui fanno parte tutti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, e che fino a un certo punto ha visto sempre la partecipazione del Sindaco di Melendugno. Come dirigenti dello Stato e rappresentanti delle istituzioni siamo tenuti a far rispettare leggi, sentenze e prescrizioni che ci derivano dagli organi competenti. Voglio anche sottolineare che da Prefettura e Questura è sempre stato riconosciuto il diritto di manifestare purché nel rispetto delle regole, e altrettanto avverrà per la programmata manifestazione del 13 p.v..

Con l’occasione voglio anche ringraziare il Sig. Questore e gli uomini e donne delle forze dell’ordine che stanno conducendo in maniera eccellente questa complessa attività. Non va sottovalutata, inoltre, la circostanza che nei giorni scorsi è stato arrestato, proprio in quella zona, uno dei presunti attentatori della notte di Capodanno a Firenze, attentato che ha determinato gravi mutilazioni ad un appartenente alla Polizia di Stato e che nei mesi precedenti, prima dell’intensificazione dei controlli, la ditta incaricata del trasporto degli ulivi aveva subito due attentati incendiari. In conclusione ritengo doveroso richiamare l’attenzione di tutti coloro che rivestono ruoli istituzionali che interesse primario, per chi ha cuore il nostro territorio e la pacifica convivenza civile, è che ognuno, nell’ambito delle proprie funzioni e responsabilità, rispetti le leggi e le direttive dello Stato, fermo restando, ovviamente, il diritto di esprimere, nei modi che la legge consente, il proprio dissenso».

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