di Gaetano Gorgoni

LECCE – “Lecce libera” – urlano nel comitato di Carlo Salvemini, poi vanno nelle strade a ripeterlo, in centinaia: militanti, simpatizzanti e qualche imbucato. Tutti fanno cori e si abbracciano davanti al comitato, poi si dirigono in Piazza Sant’Oronzo: un fiume di gente sudata e con le lacrime agli occhi. Il 54,59% è del centrosinistra in questo ballottaggio. Come 20 anni fa, quando vinse il padre al secondo turno, il preside Stefano Salvemini, questa volta tocca al figlio: Carlo Salvemini si prende la città. Sì, a volte la storia si ripete, ma il figlio ora ha il vantaggio di conoscere come finì quella vicenda, per non ripeterla. C’è il problema dell’anatra zoppa: al centrodestra dovrebbero andare 18 consiglieri, contro i 14 del centrosinistra, visto che le liste a supporto di Giliberti hanno vinto al primo turno (quattro consiglieri in più del centrosinistra). La coalizione vincente al ballottaggio però potrà fare ricorso e cercare di ottenere di più, appellandosi alla famosa sentenza del Consiglio di Stato (l’avvocato Gianluigi Pellegrino è già a lavoro). Alessandro Delli Noci è il vicesindaco, il vincente: l’uomo che caccia i fittiani che lo avevano sottovalutato dai posti di potere della città. “Alessandro, Alessandro, urlano i suoi sostenitori”. Una specie di effetto Mellone, quello che si temeva, come a Nardò: la base delle opposizioni ha risposto compatta crociando sull’opzione del cambiamento.

È una parte del centrodestra che fa cadere il centrodestra: una sorta di protesta contro Paolo Perrone, il sindaco che sui social, ultimamente, appariva sempre meno popolare. Mauro Giliberti, con una maggioranza del 52 per cento delle liste, soccombe: è l’agnello sacrificale di una lotta fratricida. Eppure, il giornalista Rai mantiene l’aplomb: “Grazie a tutti, ora ci sia una pacificazione in città per il bene di Lecce” – scrive su facebook. Salvemini lo saluta a mezzo stampa fraternamente e lo ringrazia per la correttezza. “Voglio passeggiare per Lecce per respirare l’aria nuova che c’è”: il nuovo sindaco ha salutato così la folla festante dal palco di Piazza Sant’Oronzo.Abbiamo risposto a una domanda di cambiamento, senza pensare ai vecchi steccati ideologici. Chi mi ha sottovalutato non conosce la città” – ha chiosato Delli Noci. Nel comitato di Salvemini festeggiano Dario Stefano, la viceministra Bellanova, Loredana Capone, il segretario cittadino Pd, Fabrizio Marra e tanti altri. In molti hanno messo il timbro su questa vittoria: anche l’Udc di Salvatore Ruggeri, che otterrà due assessorati. Di notte tutti in piazza. Una festa attesa 20 anni. Da domani comincia la resa dei conti in un centrodestra che è vittima di se stesso. Paolo Perrone ha perso alcuni suoi fedelissimi: compreso un certo Delli Noci, il suo ex pupillo, che gli ha tolto Lecce rendendogli ancora più complicata la corsa al Parlamento. Una beffa per i fittiani. Lecce non è più di centrodestra, forse nemmeno tanto di centrosinistra: questa vittoria ha molti colori e tante speranze. Vedremo nei prossimi giorni qual è il piano di Carlo Salvemini per evitare un governo breve.