L’avvocato Giovanni Chiffi

ALESSANO (Lecce) – Investì volontariamente Alfredo Torsello, un autotrasportatore di 61 anni di Alessano, dopo il mancato accordo per il pagamento di alcune piastrelle per poi allontanarsi senza prestare soccorso. E per l’automobilista arriva una condanna esemplare: quattro anni di reclusione (a fronte di una richiesta di 2 anni e 6 mesi) sono stati inflitti a Marcello Protopapa, 46enne di Alessano, con le accuse di lesioni personali gravi e omissione di soccorso di reclusione. La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Sergio Tosi che ha condannato l’imputato all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. E’ stata accordata anche una provvisionale immediatamente esecutiva di 40mila euro per la parte civile assistita dall’avvocato Giovanni Chiffi.

Imputato e vittima avevano allacciato rapporti lavorativi pregressi. L’incidente risale ad ottobre del 2013. Protopapa avrebbe contattato Torsello per l’acquisto di alcune piastrelle. Sarebbe così arrivato nel magazzino dove erano depositate le piastrelle alla guida del suo furgoncino accompagnato da un amico insieme al quale aveva caricato circa 60 metri quadrati di piastrelle. Al termine di tale operazione Protopapa avrebbe informato Torsello che avrebbe provveduto a saldare il conto alla fine dei lavori che stava eseguendo. L’odierna parte civile si sarebbe opposta pretenendendo il pagamento immediato.

A quel punto Protopapa sarebbe risalito in macchina per uscire dal deposito senza pagare la merce. Resosi conto della situazione, Torsello si sarebbe avviato verso la sua autovettura nel tentativo di metterla di traverso per impedire l’uscita del furgoncino. Seguendo la ricostruzione della Procura, Protopapa sarebbe ripartito investendo volontariamente Torsello per poi fuggire via. L’autotrasportatore perse conoscenza. Venne ricoverato in rianimazione ed in prognosi riservata dapprima presso l’ospedale di Tricase e poi trasferito al “Vito Fazzi”. Rientrò a casa dopo circa due settimane di ricovero. A tutt’oggi Torsello non è ancora guarito e per la gravità delle lesioni non guarirà mai completamente perché gli residueranno gravi postumi permanenti.

Nel corso dell’udienza conclusiva i difensori degli imputati, Stefano Stendardo e Federico Martella hanno chiesto in via principale l’assoluzione con formula dubitativa ed in subordine la derubricazione del reato in lesioni colpose derivanti dalla circolazione stradale. Subito dopo il deposito delle motivazioni la difesa presenterà appello.

F.Oli.