LECCE – La Procura di Lecce chiede il rinvio a giudizio per un avvocato e un dipendente dell’Asl di Lecce accusati di aver chiesto mazzette per far lievitare la percentuale di invalidità di una donna. Sul banco degli imputati rischiano di finire: Antonio Vantaggiato, 50enne di Lizzanello, collaboratore amministrativo presso il dipartimento di Lecce e segretario della commissione invalidi civili e l’avvocato Ivan Feola, 39 anni di Lecce, entrambi accusati di istigazione alla corruzione e falso. Nella richiesta, a firma del pm Antonio Negro, ora finita al vaglio del gup Simona Panzera, compare anche il nome di Paola Marando, 49 anni Lecce.

L’inchiesta è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Lecce. Si fa riferimento a un giro di soldi in cambio di favori, ovvero di somme di denaro percepite dal segretario della Commissione invalidi di Lecce per elevare il livello di invalidità riconosciuto ad alcuni cittadini. Aumentando il problema, aumenta infatti la cifra dell’assegno a cui le persone malate hanno diritto. Nel corso delle indagini sarebbero emersi due iniziali casi di irregolarità. In uno il dipendente dell’azienda sanitaria avrebbe fatto lievitare la percentuale di invalidità fino al 70 per cento consentendo a Paola Marando di ricevere cifre molto più consistenti di quelle che le sarebbero spettate per legge.

Nel secondo, invece, il segretario della commissione avrebbe costretto, assieme all’avvocato, una terza persona a versare 1200 euro per ottenere una valutazione favorevole dai medici sul persistere della sua invalidità e dunque sulla legittima erogazione dell’assegno mensile. Subito dopo l’avviso di conclusione i tre neo imputati hanno chiesto e ottenuto di essere interrogati fornendo la propria versione sui fatti. L’avvocato Feola ha spiegato davanti agli inquirenti come l’intera indagine scaturisca da una iniziale richiesta di ammonimento di Vantaggiato presentata in Questura per stalking nei confronti della Marando.

Da qui, sarebbero scaturite le controquerele delle presunte parti offese nei confronti del dipendente e dell’avvocato. nella richiesta di rinvio a giudizio, il pm ha comunque defalcato una delle due contestazioni mosse alla Marando. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Ester Nemola, Tommaso Stefanizzo, Luigi Covella e Mariangela Calò. 

F.Oli.