CUTROFIANO – Il viaggio lungo la storia e la civiltà della ceramica da mensa classica continua, a Cutrofiano fino al 7 gennaio 2018, con la tappa pugliese della mostra nazionale itinerante – Gran Tour della Ceramica Classica – inaugurata lo scorso 12 novembre, presso la Chiesa «Congrega dell’Immacolata», che sorge in pieno centro storico. Il Gran Tour della Ceramica Classica espone manufatti unici realizzati secondo i principi artistici e formali dell’artigianato «di antica memoria», provenienti dalle 37 città della ceramica.

La mostra nazionale è organizzata da AICC (Associazione Italiana Città della Ceramica) che ha voluto mettere in scena le ceramiche da mensa di foggia classica, prodotte in diverse città italiane, di antica tradizione ceramica. La tappa presso il Comune di Cutrofiano, infatti, valorizza la storia del piccolo borgo salentino, legato alla cultura delle preziose maioliche artistiche, italiane e del mediterraneo.

La mostra è composta, principalmente, da vere e proprie riedizioni di pezzi storici o produzioni ispirate al gusto tradizionale, da oggetti di uso comune e altri puramente decorativi, che esalta un fare che si rinnova nella continuità, un “artigianato spirituale”, in una voluta “ripetizione” di funzionalità e artisticità: la bellezza, diviene la sintesi naturale.

Il Grand Tour offre al pubblico, una raccolta di ceramiche scelte dall’Arcaico al tardo Medioevo, dal Rinascimento al Settecento, dal Neoclassico al Liberty e al Decò, fino al recente influsso del design: l’Italia è raccontata da ceramiche dalle forme e dai segni più diversi. La selezione degli oggetti è curata da Jean Blanchaert, Viola Emaldi e Anty Pansera, con il coordinamento di Giuseppe Olmeti. Trovano spazio anche le opere dei ceramisti cutrofianesi.

«Siamo particolarmente soddisfatti perchè Cutrofiano ospita una mostra itinerante così prestigiosa – dicono Oriele Rolli e Tommaso Campa, rispettivamente sindaco ed assessore alle Attività produttive del Comune di Cutrofiano – Questa ennesima iniziativa conferma il nostro impegno concreto per la nostra comunità, attraverso le diverse attività promozionali a favore del territorio e delle sue peculiarità. Come amministrazione comunale stiamo sostenendo tante manifestazioni per contribuire, nei fatti, allo sviluppo economico e culturale di Cutrofiano. Per questo, esprimiamo un vivo ringraziamo all’Associazione AiCC, a don Mirko Lagna per la concessione della chiesa, all’architetto Carlotta Ligori, che sta curando l’allestimento della location, nonché all’associazione “Ceramica Artigianale del Salento” e alla Pro loco, per il fondamentale supporto nelle attività di organizzazione e di informazione».

Cutrofiano ha scelto come luogo “contenitore” la Congrega dell’Immacolata, costruita alla fine del 1700 dai nostri mastri ceramisti, che all’epoca popolavano, con le loro botteghe, il quartiere. “Non si poteva trovare cornice più consona per ospitare la mostra, come a voler omaggiare il paese stesso, per aver avuto fede in qualcosa che oggi potrebbe essere il suo baluardo ricco di storia e tradizioni – spiega Carlotta Ligori curatrice della tappa di Cutrofiano – La chiesa, con la sua maestosa e semplice eleganza, nuda di orpelli e ricca di arte, con le sue pareti, stratigrafia del Tempo, adornate da dipinti recanti scene della vita della Madonna, opere di Maria Rachele Lillo, ha indossato il vestito dell’arte diventando ARTE, che fu insita nel primo cenno divino, quando Dio prendendo tra le mani argilla, diede inizio alla Creazione. L’argilla, quindi, madre indiscussa di ogni creatività; l’arte è dunque il più degno trait d’union tra Sacro e Profano.

L’allestimento ha solo preso per mano la creatività dell’uomo e si è lasciato guidare, si sono create quattro grandi cornici, in legno grezzo di abete, e due cornici di porte, della metà dell’800, di colore grigio corda. Tali cornici racchiudono 5 grandi dipinti: ‘Il bello in agrodolce’, ‘Aulico verde’, ‘Terramadre’, ‘I colori dell’arte’ e ‘Cutro’. La singolarità di questi quadri risiede nelle loro inconsuete pennellate, date dai colori delle ceramiche, come se ogni manufatto fosse un getto di colore su tela vergine, creato da un pittore ignaro che il suo ‘tratto’, affiancato ad altri, potesse dar vita ad un’unica grande opera; il Tutto, l’Intero che racchiude innumerevoli istanti creativi.

Musica classica e un aperitivo, di prodotti locali, accompagneranno il percorso del fruitore, cullandolo in un percorso dove Nord e Sud si fondono, dove Sacro e Profano si sposano e l’anima si nutre di Bello, in un’oasi in cui ammirare e godere di un oceano d’arte”.

La mostra resterà aperta nel mese di novembre e fino alla festa dell’Immacolata (8 dicembre), ogni sabato e domenica, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20. Nei giorni feriali si potranno concordare, eventualmente, visite su appuntamento per scolaresche o gruppi organizzati. Dall’8 dicembre al 7 gennaio, invece, l’esposizione resterà aperta tutti i giorni dalle 16 alle 20 e nei weekend anche di mattina, dalle 9 al 12, con le degustazioni di cibo in terracotta proposte da produttori salentini La mostra resterà aperta nel mese di novembre e fino alla festa dell’Immacolata (8 dicembre), ogni sabato e domenica, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20. Nei giorni feriali si potranno concordare, eventualmente, visite su appuntamento per scolaresche o gruppi organizzati. Dall’8 dicembre al 7 gennaio, invece, l’esposizione resterà aperta tutti i giorni dalle 16 alle 20 e nei weekend anche di mattina, dalle 9 al 12.

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