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Giro di prostituzione in una casa vacanze? Condannati magistrato e moglie ex poliziotta

F.Oli.

LECCE – Si chiude con la condanna ad 1 anno di reclusione (pena sospesa e non menzione) e l’interdizione dai pubblici uffici per 365 gioni il processo a carico del magistrato cassazionista leccese Pasquale Caracciolo e della compagna Pasqua Biondi, poliziotta in pensione, originaria di Brindisi, accusati di aver gestito un giro di lucciole in una casa vacanze nel centro di Lecce. La sentenza è stata emessa in abbreviato dal gup Carlo Cazzella che ha abbassato di 1 anno la richiesta di condanna invocata dal pubblico ministero Maria Vallefuoco. I due imputati soo accusati di favoreggiamento dell prostituzione

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L’udienza preliminare aveva riservato un prequel nelle scorse settimane quando il magistrato aveva reso esame dopo che il magistrato inquirente aveva respinto la richiesta di interrogatorio avanzata subito dopo la chiusura delle indagini. In quella occasione, Caracciolo aveva negato fermamente di aver adibito la propria abitazione (nel centro di Lecce) in una casa di appuntamento dando consistenza al proprio racconto con una documentazione difensiva.

L’indagine, che si è avvalsa delle dichiarazioni di due ospiti ascoltate con la forma protetta dell’incidente probatorio, è stata condotta dagli agenti della Squadra mobile di Lecce. Gli accertamenti sono stati avviati grazie alle molteplici segnalazioni che riferivano di un giro di prostituzione di giovani straniere (di nazionalità venezuelana, colombiana e rumena) in uno stabile formalmente adibito a “Casa Vacanze” e bed and breakfast nonostante all’esterno mancasse qualsiasi insegna.

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I condomini lamentavano un continuo viavai di uomini che sostavano per pochi minuti davanti all’immobile per poi accedere ed uscire dopo poche decine di minuti. Sono così scattati gli accertamenti. I poliziotti si sono appostati. Con discrezione e sotto traccia hanno rilevato un continuo avvicendarsi di visitatori in una sorta di staffetta continua. In circa tre mesi i poliziotti avrebbero appurato come all’interno dell’immobile si svolgesse un’attività di prostituzione a tutte le ore.

Un sofisticato sistema di videosorveglianza garantiva il controllo degli accessi monitorando eventuali intrusioni. La coppia di insospettabili avrebbe garantito alle escort tutti i comfort per offrire un soggiorno tranquillo. Gli incontri, invece, venivano pubblicizzati su un sito internet. Nel frattempo rimane sempre in piedi il procedimento disciplinare nei confronti del giudice sospeso dalle sue funzioni dal Csm. Non appena verranno depositate le motivazioni gli avvocati difensori Ladislao Massari, Simona Attolini e David Brunelli presenteranno Appello per dimostrare come i due imputati eccellenti si siano limitati ad affittare le case senza conoscere l’attività di meretricio organizzata all’interno.

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