di C.T.

PADOVA/LECCE – Avrebbe abusato sessualmente della figliastra per otto lunghi anni, rendendo la vita della ragazzina un vero e proprio incubo. Violenze che avrebbe riservato anche la madre della bimba, per le quali adesso “rischia” una pesante condanna a quasi un decennio di carcere, con le accuse di violenza sessuale continuata e maltrattamenti.

Il protagonista è un uomo di 47 anni originario di un paese del circondario di Maglie, residente da anni a Battaglia Terme, piccolo comune in provincia di Padova, teatro della terribile vicenda di violenza su minori e sulle donne, maturata nel silenzio e nel chiuso delle mura domestiche.

Stando alle accuse formulate nei suoi confronti dal pubblico ministero padovano Roberto Piccione – che nei giorni scorsi ha invocato per il salentino una condanna a 9 anni di reclusione – il 47enne avrebbe abusato della figlia della sua compagna sin da quando la piccola aveva soltanto 6 anni.

Violenze che la giovane avrebbe continuato a subire fino alla soglia dei 14 anni, quando trovò il coraggio di raccontare gli abusi in una lettera indirizzata agli assistenti sociali della casa-famiglia, che nel frattempo l’aveva accolta. E dove la ragazzina, oggi 16enne, sta ancora provando a dimenticare i soprusi subiti per mano del compagno della madre, cercando di tornare a condurre una vita “normale”.

I fatti contestati al salentino risalgono al periodo 2007-2015 e sarebbero venuti a galla soltanto quando la giovane vittima si presentò al pronto soccorso con escoriazioni al volto ed ematomi vari, raccontando di essere stata picchiata dalla madre.

Quelle confidenze portarono alla denuncia della donna, una 37enne di origini straniere, nel frattempo divenuta totalmente incapace di intendere e di volere a causa di una malattia degenerativa. Il procedimento penale che scaturì nei suoi confronti, però, si concluse con un’archiviazione. E con la scoperta dell’agghiacciante verità, confessata in quella lettera in cui la giovane additava il patrigno come l’autore degli abusi nonché dei maltrattamenti nei confronti della madre. Molestie che, iniziate quando la vittima aveva soli 6 anni, sarebbero poi divenute sempre più frequenti e pesanti, sino a sfociare in vere e proprie violenze sessuali.

Professatosi innocente nonostante un’iniziale ammissione degli addebiti, stando all’accusa, l’uomo avrebbe cercato di discolparsi dapprima sostenendo che la minore aveva avuto rapporti sessuali con coetanei, per poi incolpare ingiustamente un insegnante della ragazzina di avere molestato le alunne in classe.

Madre e figlia, costituitesi parti civili, hanno avanzato una richiesta risarcitoria rispettivamente di 50mila e 100mila euro. La sentenza è prevista nelle prossime settimane, dopo l’arringa del difensore del salentino.

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