Tra le vetture più accattivanti del momento c’è un piccolo SUV dal design che io definisco “particolare”, per certi aspetti sembra uscita da un fumetto dei cartoni animati anni 80. Stiamo parlando del Toyota C-HR Hybrid, la vettura che, insieme alla evergreen Yaris, sta regalando alla Casa giapponese grandi soddisfazioni. Un successo che non era per niente scontato, viste le linee decisamente “toste” che portano più l’automobilista medio a dare un giudizio netto, del tipo “si è bella – no non è bella”.

Però la scommessa si è rivelata vincente, anche perché forse gli strateghi del marketing Toyota si sono basati sul successo della Nissan Juke, altro best seller lanciato qualche anno fa. Una tendenza, quella dei mini-suv, che sembra essere l’ultima frontiera di questo segmento. Fascia di mercato che sta diventando piuttosto affollata e che vedrà l’ingresso anche di un prodotto Alfa Romeo (per la serie: “meglio tardi che mai”). Forte dell’affermazione della Prius, la Toyota ha esteso il concetto ibrido a tutta la gamma di vetture, trovando terreno fertile anche negli automobilisti proprietari di vetture diesel di una certa età (e che non fanno elevati chilometraggi).

Sarà quindi per il fascino di poter viaggiare elettrici a bassa velocità, o di avere una vettura in grado di garantire la mobilità anche nei blocchi del traffico più duri: il mix che Toyota è in grado di offrire riesca ad accalappiare clienti alla concorrenza. A giudicare dal via vai nelle concessionarie Toyota della Puglia, l’interesse della clientela c’è. Chiedere il test drive da “potenziale cliente” è stato facile. La professionalità dimostrata dal venditore “che ci ha accolti” è stata soddisfacente. Il colloquio tecnico è ottimo anche andando ad approfondire discorsi come kW e potenza erogata dal propulsore elettrico non si ha mai la percezione che il venditore sia in affanno. Anche quando si sposta il discorso sui veicoli elettrici il consulente Toyota è preparato e mostra di avere un’elevata cultura del settore.

Una volta saliti a bordo – per procedura – il test drive inizia con al volante l’addetto, che continua a spiegare il veicolo. Le sensazioni, una volta preso il volante, sono ottime. La plancia è meno “tagliente” come stile e la strumentazione ha un giusto bilanciamento tra digitale e analogico. Al termine della prova un piccolo attestato dimostra quando si è viaggiato in elettrico (nel mio caso 69%) e un QR code aiuta a rivivere la propria esperienza di guida.