F.Oli.

OTRANTO (Lecce) – Giunge al capolinea l’indagine sui presunti abusi nella realizzazione dello stabilimento balneare “Twiga” sul tratto di costa a nord di Otranto. La Procura ha formalizzato un avviso di chiusa inchiesta notificato dai carabinieri della Forestale e dagli agenti della polizia provinciale a quattro indagati: l’imprenditore Raffaele De Santis, 72 anni, di Otranto, legale rappresentante della società Cerra, proprietario del terreno e committente dei lavori (difeso dall’avvocato Antonio De Mauro ed Adriano Tolomeo); il geometra Giuseppe Tondo, 65 anni, del posto, a capo dell’Ufficio Ambiente, (assistito dall’avvocato Corrado Sammaruco); l’ingegnere Emanuele Maggiulli, 52 anni, del posto, responsabile dell’Area Tecnica, Gare e Contratti (assistito dall’avvocato Antonio Quinto) ed anche l’ingegnere Pierpaolo Cariddi, 52 anni, progettista dell’opera e attuale sindaco di Otranto (difeso dall’avvocato Gianluca D’Oria).

Nell’avviso viene messa nero su bianco anche un’accusa finora non ipotizzata: quella dell’abuso d’ufficio contestata a tutti e quattro gli indagati. Perchè “intenzionalmente procuravano un ingiusto vantaggio patrimoniale alla società “Cerra” di Raffaele De Santis, poichè autorizzavano in violazione di legge l’edificazione dell’imponente struttura turistico-balneare” riporta il capo d’imputazione. “Con creazione di opere e strutture del tutto nuove per dimensione e massa di forte impatto ambientale realizzate in totale violazione degli strumenti urbanistici vigenti in zona ed edificate in netto contrasto con la destinazione urbana della zona perimetrata dal vigente Piano regolatore del Comune di Otranto”. Secondo gli inquirenti, le forzature contestate nell’abuso di ufficio consistono nel non aver tenuto conto che contrada “Cerra” dove si stava ultimando il Twiga, fosse classificata come zona agricola. E per questo il Prg prevedeva che venissero eliminati tutti gli interventi incompatibili con quella destinazione. E del piano di assetto idrogeologico che indica “Cerra” a “pericolosità morfologica molto elevata”.

Per il resto l’avviso ricalca pedissequamente il contenuto del decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari Michele Toriello a maggio scorso e poi confermato dal Tribunale del Riesame: abusi edilizi e deturpamento di bellezze naturali, per tutti gli indagati. Anche e non solo per il divieto di balneazione risalente all’estate del 2013 ed emesso dalla Guardia costiera per il pericolo di crollo della falesia. Occupazione del demanio marittimo per De Santis e per Cariddi. Falso in atto pubblico per Cariddi e i due dirigenti comunali anche per l’attestazione che il Twiga non avrebbe modificato lo stato dei luoghi prevedendo anche bar, ristorante, piscina, bar ed intrattenimento musicale. Nelle intenzioni il lido, con il marchio del noto imprenditore Flavio Briatore, doveva rappresentare la prima struttura capace di attirare il turismo del jet set.