F.Oli.

LECCE – Si chiude la lunga querelle giudiziaria tra l’allora sindaco Adriana Poli Bortone e l’ex assessore Giuseppe Ripa accusato di diffamazione. La vicenda risale all’inizio del processo sui palazzi di Via Brenta quando nel corso di un incontro, in cui erano presenti altri interlocutori, i militari della Guardia di Finanza registrarono le dichiarazioni dell’assessore che avrebbe dichiarato che l’allora sindaco di Lecce aveva depositato un tesoretto di svariati milioni di euro in Svizzera. L’intercettazione è poi confluita nelle carte del processo sui palazzi di via Brenta. E’ scattata così la denuncia depositata dall’allora sindaco e un ulteriore giudizio in sede penale davanti al Giudice di Pace, Francesco Giustizieri, concluso con tanto di scuse pubblicate sui giornali de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e il “Nuovo Quotidiano di Puglia”.

“Con riferimento alla vicenda giudiziaria pendente presso il Giudice di Pace di Lecce, che ha visto protagonisti l’onorevole Poli Bortone e Giuseppe Ripa, si comunica quanto appreso. “La vicenda giudiziaria promossa dall’onorevole Poli Bortone nei confronti dell’assessore Giuseppe Ripa che avrebbe rilasciato a terzi dichiarazioni assolutamente prive di verità con le quali avrebbe sostenuto l’esistenza di un deposito all’estero di svariati di milioni di euro intestato alla parlamentare si è conclusa a seguito delle pubbliche scuse e delle attestazioni di stima ed apprezzamento rivolte da Ripa all’onorevole Poli Bortone.

Il Ripa, in giudizio, ha chiarito che il suo pensiero era stato erroneamente interpretato ed altrettanto erroneamente diffuso. L’onorevole Poli Bortone, preso atto delle scuse formalizzate anche a mezzo stampa, ha ritenuto di poter concludere la vicenda”. La Poli era difesa dall’avvocato Ester Nemola; Ripa era assistito dall’avvocato Fiorino Ruggio.