F.Oli.

MONTERONI (Lecce) – Ha scosso un’intera cittadinanza la notizia (pubblicata due giorni fa sulle pagine di questo sito) sui presunti abusi in una scuola dell’infanzia a Monteroni per mano di una maestra iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di maltrattamenti verso fanciulli. Al prevedibile clamore per la gravità dei fatti (tutti da accertare) fa da contraltare la posizione dell’indagata. La docente, infatti, ha ricevuto comunicazione di un fascicolo aperto sul suo solo quest’estate. Finora non è mai stata sentita. Nè è stata ancora convocata dagli inquirenti per un interrogatorio.

Difesa dall’avvocato Anna Inguscio, la docente (che risiede in un paese limitrofo) continua a prestare servizio nella stessa scuola e nella stessa sezione. Nessun provvedimento disciplinare è stato ancora adottato dall’ex Provveditorato degli Studi in attesa di conoscere gli sviluppi dell’indagine nonostante la dirigente scolastica abbia provveduto come sui prevede in simili casi a segnalare la vicenda. In queste ultime settimane, sicuramente difficili, la maestra ha ricevuto attestati di stima e di fiducia dai suoi stessi colleghi per una riconosciuta professionalità mai macchiata nella sua lunga esperienza con alunni giovanissimi.

A mettere in moto le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Monteroni, è stata la denuncia querela della madre di un bambino di 5 anni vittima delle presunte violenze insieme ad un altro bambino di due anni più grande. I militari hanno acquisito anche le conversazioni intercorse tra le mamme dei piccoli alunni confluite nella chat di gruppo di WhatsApp. Tre gli episodi, al momento, emersi. Il 5 giugno scorso la maestra avrebbe picchiato i due alunni provocando al bimbo di 5 anni una ferita al labbro inferiore e al compagno di due anni più grande un’ecchimosi al polso sinistro. Due giorni dopo la maestra avrebbe nuovamente picchiato l’alunno più piccolo.

Di recente il pm Stefania Mininni (titolare del fascicolo d’indagine) ha avanzato richiesta, con l’incidente probatorio, di acquisire la testimonianza dei due minori nonchè di un altro minorenne informato sui fatti per accertare la loro capacità ad essere sentite e, in caso di esito positivo, all’assunzione della loro testimonianza.