F.Oli. 

NARDO’ (Lecce) – E’ stato rinviato al 16 gennaio l’inizio del processo davanti al giudice monocratico Francesca Mariano avviato per accertare eventuali illeciti nel sottobosco che anima le associazioni di volontariato del 118. Sul banco degli imputati sono finiti in nove: Giovanni Barone, 40 anni, di Nardò; Anna Maria Mele, 63 anni, di Nardò; Alessandro Antico, 53, di Nardò; Salvatore Paglialonga, 45, di Alezio; Raffaele Parisi, 57, di Nardò; Mariella Greco, 46, di Nardò; Vittorio Carachino, 56, di Galatina; Antonio Ciccarese, 54, di Salice Salentino. Le accuse, a vario titolo, sono quelle di truffa aggravata in concorso e appropriazione indebita. In mattinata, però, gli avvocati di Paglialonga, i legali Mario Liviello e Paola Cornacchia, hanno avanzato richiesta di patteggiamento e l’inizio del processo è slittato di circa due mesi. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Francesca Miglietta, ha sollevato il pentolone su un voluminoso giro di spese gonfiate per ottenere rimborsi superiori a quelli dovuti per quattro lunghi anni con cifre e numeri consistenti: il danno nelle casse dell’Asl (costituitasi parte civile con l’avvocato Alfredo Cacciapaglia) è stato quantificato in 238mila e 303 euro.

Il processo, avviato sulla scorta delle indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, dovrà anche fare luce su un presunto giro di finti licenziamenti per consentire ai dipendenti di ottenere l’indennità di disoccupazione. Figura chiave, secondo le carte dell’inchiesta, risulta Luigi Bortone, in qualità di Presidente dell’Associazione di Volontariato della Protezione Civile U.E.R. che gestisce in convenzione con l’Asl di Lecce il servizio di Emergenza ed Urgenza Sanitaria 118.

Barone avrebbe avrebbe sottaciuto che i costi mensilmente sostenuti ed ammessi a rimborso erano inferiori ai 22mila e 690 euro come attestato nel gennaio del 2015. In questo modo avrebbe conseguito a titolo di rimborso spese importi superiori a quelli dovuti: 51mila euro nel 2011; 54mila e 800 euro nel 2012; 89mila e 147 euro nell’anno successivo; 43mila e 100 euro nel 2014. Sempre il Presidente dell’Associazione è accusato di appropriazione indebita. Dal 2010 fino al 2014 si sarebbe appropriato di 188mila euro sottratte dalle casse dell’Associazione. C’è poi il capitolo sulle presunte truffe con le false indennità in cui sarebbero coinvolti gli altri imputati. Tutte queste questioni verranno affrontate nel corso del lungo e delicato processo.

Il collegio difensivo è completato dagli avvocati Mario Bortone; Stefano Bortone; Lucio CalabresePantaleo De Pace; Antonio Spongano e Riccardo Marra.