F.Oli. 

GALATINA (Lecce) – Cade l’accusa di mafia in Cassazione per Luciano Coluccia, il 69enne di Noha (frazione di Galatina), condannato appena due giorni fa a 9 anni e 4 mesi di reclusione nel processo scaturito dall’operazione “Off Side” condotta dagli agenti della Squadra mobile a maggio scorso che hanno decapitato il tentativo di riorganizzazione di uno dei clan storici della criminalità salentina. Coluccia era accusato anche di aver alterato i risultati di diverse partite della squadra di calcio del Galatina nella scalata per la promozione in Eccellenza nel campionato di promozione 2015-2016.

Sul verdetto degli ermellini potrebbe aver inficiato la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza così come sostenuto in questi mesi dall’avvocato difensore Luigi Greco che, a lungo, ha portato avanti la sua battaglia davanti a tutte le sedi per dimostrare l’insussistenza dei gravi indizi del reato mafioso contestato dalla Procura al più grande dei Coluccia.

La vicenda giudiziaria del 69enne, infatti, è lunga e tribolata. Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip aveva rigettato la richiesta della Procura di contestare l’accusa di mafia applicando gli arresti domiciliari per altri reati satellite. La Procura aveva presentato appello al Tribunale del Riesame che aveva disposto il carcere. Misura congelata fino al pronunciamento delle scorse ore degli ermellini che hanno stabilito una nuova udienza nuovamente davanti al Tribunale del Riesame. Prevedibilmente la decisione della Suprema Corte potrà condizionare il prosieguo della vicenda processuale di Coluccia.