LECCE – “La scorsa notte, nell’area di proprietà di TAP dove sono in corso le attività di costruzione del terminale di ricezione, ignoti hanno strappato da alcuni ulivi le reti di protezione che erano state posizionate in coordinamento con le competenti funzioni delle autorità fitosanitarie locali – spiega un comunicato della multinazionale – Le linee guida cui TAP si attiene per la protezione degli
ulivi prevedono che, dopo il campionamento per le analisi fitosanitarie, le piante siano
individualmente isolate dall’ambiente circostante con reti anti-insetto. Queste ultime saranno poi rimosse una volta che gli alberi saranno trasportati e custoditi sotto i canopy all’interno del vivaio di Masseria del Capitano che già ospita, in vista del loro futuro
riposizionamento nella posizione originaria, circa 650 ulivi mantenuti in salute da costanti cure agronomiche”. La multinazionale sospetta che si tratti di attivisti che vogliono bloccare i lavori. Non parla di un movimento specifico, ma di “ignoti”. Quindi, l’accusa non è rivolta agli attivisti No Tap, ma è chiaro che per la multinazionale si è trattato di un attacco.

Intanto continuano i veleni tra attivisti di opposti fronti: quelli pentastellati e quelli no Tap. “Questa mattina i legali del Movimento NO TAP hanno depositato una querela a carico di 4 attivisti 5 Stelle – afferma Gianluca Maggiore – A seguito di un video della Senatrice Barbara Lezzi, alcuni tifosi del partito politico del Ministro del sud si sono sentiti autorizzati a diffamare sui social uno dei portavoce del Movimento NO TAP, con post anche molto pesanti.
Alla querela penale a breve farà seguito una richiesta di risarcimento danni. Non ho bisogno dei loro soldi, donerò tutto alla cassa di resistenza del Movimento NO TAP. I cinque stelle non vogliono più difendere la popolazione dal TAP, come avevano promesso e noi useremo i loro soldi per difenderla”.