Prevista nella manovra 2019, l’ecotassa aveva da subito fatto discutere la “Maggioranza” con La Lega che si era detta categoricamente contraria a una tassa per le auto inquinanti; mentre i Grillini erano invece a favore di un sistema che premiasse le auto a basse emissioni.

Dopo quasi due settimane di discussioni, il Governo ha trovato, FORSE, l’accordo sui temi: ECOTASSA ed ECOBONUS. Usiamo il FORSE … perché il testo dell’emendamento è stato già depositato ma non è ancora stato approvato!!! Le vetture di piccola cilindrata come la Fiat Panda, che inizialmente erano comprese, sono state escluse.

INFATTI, La norma originaria prevedeva che sopra i 110 grammi di CO2 per chilometro si dovesse pagare una cifra fissa che partiva da 150 euro per le vetture fino a 120 g/km e che saliva progressivamente fino ad un massimo di 3.000 euro per le auto che emettono oltre 250 g/km.

Per ANFIA – FEDERAUTO – UNRAE “La nuova tassa ricorda il superbollo, non ha effetti sulla riduzione dell’inquinamento, crea un ammanco nel bilancio dello Stato e impatterà sull’occupazione del Paese”.

Ma partiamo dalla prima:

Ecotassa sopra quota 160 g/km. Riguarderà tutte le auto nuove con emissioni di anidride carbonica superiori a 160 g/km che saranno acquistate e immatricolate nel periodo compreso tra l’1 marzo 2019 e il 31 dicembre 2021.

Potrà essere applicata anche alle auto precedentemente immatricolate all’estero. L’imposta sarà progressiva in base al seguente schema:

  • 161-175 g/km: 1.100 euro
  • 176-200 g/km: 1.600 euro
  • 201-250 g/km: 2.000 euro

Superiore a 250 g/km: 2.500 euro

La nuova tassa, che si aggiungerà a tutte le altre (Iva, imposta provinciale di trascrizione e tassa automobilistica) e si dovrà pagare una tantum all’atto dell’immatricolazione, dovrà essere versata dall’acquirente o da chi chiederà l’immatricolazione utilizzando il modello F24.

ESENZIONI DALLA ECOTASSA: Ne saranno esentati gli acquirenti di

camper

veicoli blindati

auto con accesso per sedie a rotelle

caravan

auto funebri

Ecobonus, NON illimitato con tetto massimo di 54.900 euro.

Per quanto riguarda, invece, l’ecobonus, l’incentivo sarà limitato ai veicoli con emissioni di anidride carbonica fino a 70 g/km e prezzi di listino inferiore a 45 mila euro Iva esclusa (54.900 euro Iva compresa). E aumenterà se l’acquisto di un’auto a basse emissioni sarà accompagnato dalla rottamazione di un’auto Euro 0, 1, 2, 3, 4.

In particolare, senza rottamazione il bonus sarà di 4000 euro per auto con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 20 g/km e scenderà a 1.500 euro se le emissioni saranno comprese tra 21 e 70 g/km. Con la rottamazione, invece, il bonus salirà, rispettivamente, a 2.500 e 6.000 euro. L’incentivo non sarà illimitato, come già detto. Il bonus è suddiviso in tre fasce: sconto di 1.500 euro a chi comprerà auto che emettono tra 70 e 90 grammi di CO2 al chilometro, bonus di 3.000 euro per le vetture con emissioni tra 20 e 70 grammi al chilometro come l’Audi A3 Etron, la Mitsubishi Outlander Phev o la Toyota Yaris 1.5 hybrid. E ancora, incentivo massimo – che dovrebbe ammontare a 6mila euro – per i modelli con emissioni tra 0 e 20 grammi al chilometro: in questa fascia rientrano, ad esempio, la Citroen C0, la Renault Nose o la Volkswagen egolf.

L’emendamento, infatti, prevede un limite di 60 milioni di euro per il 2019 e di 70 milioni per gli anni 2020 e 2021. Come nelle precedenti iniziative di rottamazione, l’auto da togliere dalla circolazione dovrà essere intestata alla persona che acquista la macchina nuova o a un suo familiare convivente. E il bonus sarà corrisposto, sotto forma di riduzione del prezzo di acquisto, dal venditore a cui sarà rimborsato dalla Casa che, a sua volta, lo recupererà sotto forma di credito d’imposta.

MOTORINI

Previsto anche un contributo fino a 3000 euro per l’acquisto di un motorino elettrico o ibrido. Il contributo, fino al 30 per cento, è previsto per chi rottami una moto di cilindrata inferiore o superiore ai 50 cc per comprare un veicolo non inquinante della stessa categoria.

Auto STORICHE o di INTERESSE COLLEZIONISTICO

La legge di bilancio 2019 riduce del 50% la tassa di possesso per auto e moto di età fra 20 e 29 anni. Ma è necessaria l’iscrizione ad uno dei registri storici. Vediamo di cosa si tratta nello specifico.

Bollo auto, tassa dimezzata

La legge 2019 contiene un’importante agevolazione sul bollo auto 2019, riservata però a pochi “fortunati”: i possessori di auto e moto di interesse storico e collezionistico di età da 20 a 29 anni dalla data di prima immatricolazione. Tutti i veicoli con più di 20 anni (e meno di 30) per cui è stato rilasciato il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica dai registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, pagheranno dal 2019 un bollo ridotto del 50%. Tassa dimezzata, dunque.

Per il dimezzamento del bollo per tutte le auto in Italia dai 20 ai 29 anni di anzianità, il governo ha stanziato 2,05 milioni di euro, somma che secondo le prime stime non basterebbe a coprire il taglio. Secondo i dati più recenti in possesso dell’Automobile Club Italia queste auto sono 3.855.585, 286.215 in più rispetto al 2017 (il 9,8% del totale). La cifra di 2,05 milioni è stata calcolata a partire dalle 185mila vetture in Italia che hanno già il certificato di rilevanza storica, ma la platea di auto che ha diritto alla decurtazione è assai più ricca. Ad ogni modo, si tratta comunque di uno sgravio importante per auto e moto d’epoca ultraventennali, che dal 2015 non avevano diritto ad alcuna agevolazione. La norma precedente, infatti, aveva alzato da 20 a 30 anni la soglia per l’esenzione totale dal bollo (in altre parole: per gli “over 30” c’è l’esenzione totale dal bollo). Ecco il testo della norma sulla riduzione del 50% del bollo per auto e moto d’epoca di interesse storico nella manovra 2019 che aggiunge all’articolo 63 della legge 21 novembre 2000, n.342, il comma 1-bis:

“1-bis. Gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni se in possesso di certificato di rilevanza storica di cui all’articolo 4 del decreto ministeriale 17 novembre 2009, rilasciato dagli enti di cui al comma 4 dell’articolo 60 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e qualora tale riconoscimento di storicità sia riportato sulla carta di circolazione, saranno assoggettati al pagamento della tassa automobilistica con una riduzione pari al 50%”.

Cosa bisogna fare per ottenere la riduzione del 50% sul bollo auto e moto?

Prima di tutto è necessario avere il certificato di rilevanza storica. Quest’ultimo viene rilasciato da parte dei cinque registri ad oggi riconosciuti: ASI, Registro Storico Lancia, Registro Italiano FIAT, Registro Italiano Alfa Romeo, Registro Storico FMI. Questi enti richiedono una quota annuale di iscrizione ai club federati locali, mentre per le spese legate al rilascio del certificato bisogna poi sborsare una cifra che varia da club a club locale. Si tratta di 100-150 euro circa. Non solo. Per avere la riduzione del bollo, la storicità del veicolo deve essere annotata sulla carta di circolazione. Per ottenerla bisogna dunque presentare alla Motorizzazione civile domanda di aggiornamento della carta di circolazione allegando l’originale e la fotocopia del certificato di rilevanza storica e collezionistica o del certificato di iscrizione; fotocopia della carta di circolazione; attestazione del versamento di9,00 sul c/c 9001; attestazione del versamento di 14,62 sul c/c 4028.

 

Roberto Giannuzzi