LECCE – In questi giorni si respira un clima elettorale all’Ordine degli Avvocati. Oggi conosciamo meglio una delle squadre in campo:

AVVOCATURA DI BASE è un Gruppo Forense che ha lo scopo di rappresentare e farsi portatore presso le Istituzioni del Sistema Giustizia, di istanze, idee, progetti, programmi ed obiettivi da raggiungere per il miglioramento dell’amministrazione della Giustizia nel Foro di Lecce.

Il Gruppo Avvocatura di Base nasce in vista della prossima competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine di Lecce, composto da Avvocati, donne e uomini, che vogliono, in prima persona, partecipare alla vita politica forense ed interessarsi dei problemi riguardanti la Giustizia a Lecce.

Avvocatura di Base indica già nella sua denominazione il diretto coinvolgimento ed interessamento di tutti quei colleghi e quelle colleghe che svolgono la professione ogni giorno, con continuità e costanza, affrontando ostacoli e difficoltà anche provenienti dal Sistema Giustizia.

Avvocatura di Base ha il proprio credo politico-forense nell’applicazione rigorosa e costante del Codice Deontologico Forense e nella Legge, cercando di migliorarne i contenuti in virtù dei principi che reggono l’Avvocatura.

Avvocatura di Base ritiene che l’Avvocato non sia parte del Sistema Giustizia, ma che sia il cuore pulsante del Sistema Giustizia, atteso che senza l’Avvocato un processo non può essere celebrato e che è proprio l’Avvocato a portare in Tribunale quella domanda di Giustizia che tutela i diritti e gli interessi dei cittadini.

Avvocatura di Base si interessa e si interesserà di tematiche strettamente locali e, per questo, ritiene necessario quanto segue.

1. L’Avvocato deve essere trattato con maggior rispetto nella società e nei Tribunali. Per godere di tale rispetto, occorre selezionare con maggior rigore, sin dalle verifiche dell’effettivo svolgimento della pratica forense, chi ha le capacità e le attitudini per svolgere la professione forense. L’attualità dimostra che, la libera professione forense è stata aperta a tutti indistintamente, per permettere anche ai non figli d’arte, di divenire Avvocati. Giusta l’apertura, ma con selezione, poichèun conto è fare l’Avvocato ed altra storia è essere Avvocato. Spesso assistiamo a Colleghi che mantengono l’iscrizione nell’Albo Forense, pur svolgendo altre attività o attendendo di vincere il concorso della propria vita lavorativa, che rendono la propria prestazione squalificando quella di altri Colleghi che vivono esclusivamente di Avvocatura, a volte anche non pagandosi, pur di avere in studio “un caso”. Riteniamo che ci debba essere più qualità e meno quantità di Avvocati e che al di là della formale partecipazione agli eventi cosiddetti formativi, l’Ordine debba verificare costantemente l’effettivo esercizio della professione e procedere, se del caso, alla cancellazione d’ufficio dall’Albo, per come previsto dalla nostra Legge professionale.
2. La Magistratura Leccese deveconsiderare l’Avvocatura Leccese come fonte di risoluzione dei tanti problemi che affliggono i nostri Tribunali e gli Uffici di Giudice di Pace, tra cui ad esempio in termini di arredi (per permettere agli avvocati di svolgere con serenità e decoro la professione: si pensi agli avvocati che scrivono i verbali in piedi o seduti su una sedia, senza avere un tavolo, così come è garantito al Magistrato), di servizi di parcheggio (agli Avvocati non è garantito un parcheggio gratuito e senza affanni, così come lo è garantito a magistrati e cancellierie operatori di Tribunale: l’avvocato arriva già stressato in udienza e comunque deve affrontare un processo). Si chiede anche che, ci siano maggior ordine e riservatezza nel corso delle udienze civili ed al fine dello smaltimento degli arretrati, si debbano fissare udienze, con orari prestabiliti e favorire la calendarizzazione dei processi, con rigoroso rispetto dei protocolli che sono rimasti soltanto siglati con il Nostro Ordine degli Avvocati di Lecce.
3. Al fine di distinguere l’Avvocato dalle parti, dai testimoni o da altri soggetti, è necessario che anche in sede civile si debba distinguere con idonei arredi il posto spettante l’Avvocato, stante il mancato indosso della Toga in questa sede. Sarebbe anche decoroso indossare la toga in sede civile, da parte di Avvocati e Giudici.
4. Anche per apparire seri e credibili è necessario che Avvocatie Magistrati indossino abbigliamento sobrio e decoroso e tengano un comportamento equilibrato e corretto soprattutto in presenza delle parti.E’ necessario, in caso di sussistenza di tali condotte, segnalarle, senza indugio, all’Ordine degli Avvocati nonché al Consiglio Giudiziario ed a tutti gli Organi competenti.
5. Per quanto riguarda l’edilizia giudiziaria: recuperare e ripristinare gli immobili già esistenti ovvero individuare altri immobili, in intesa con l’amministrazione comunale di Lecce e con il Ministero della Giustizia e con tutti gli enti preposti e competenti, al fine di non relegare il Palazzo di Giustizia alla periferia della Città. Pertanto, Avvocatura di Base esprime la sua ferma contrarietà alla costruzione della Cittadella della Giustizia da ubicarsi sui terreni confiscati alla mafia siti in via Adriatica per due semplici ragioni: 1) il Palazzo di Giustizia deve essere situato al centro della Città o comunque in Città e non essere ubicato agli estremi di un Distretto di Corte di Appello, anche come simbolo che la Giustizia c’è per i cittadini e tra i cittadini. La Giustizia vive di simboli e riti e collocare un Palazzo di Giustizia o una cittadella della Giustizia come se fosse un corpo estraneo alla società fa perdere di autorità e di autorevolezza la stessa Giustizia. Così si eviterebbe di gettare altro cemento sul nostro territorio, già violentato sotto il profilo ambientale. 2) L’avvocato che ha molti più adempimenti rispetto al magistrato ed ai cancellieri, ha bisogno anche di svolgere la propria attività nella Città, creando cosile occasioni di socialità, anche nel corso dell’attività lavorativa, che permettono di stare in contatto con i potenziali clienti.
6. Con riguardo agli eventi formativi ed all’aggiornamento cui l’Avvocato è sottoposto, si deve superare il sistema dei crediti formativi e dare maggiore risalto all’autoaggiornamento, anche con delle relazioni annuali, poichè già all’atto dell’accettazione di un incarico l’Avvocato deve dichiararsi e riconoscersi competente a trattarlo e lo deve studiare, conoscendo la Legge vigente, per non commettere errori e non incorrere in responsabilità professionale. Si ricorda che l’Avvocato è colui il quale fa conoscere la Legge al cittadino. Così si può permettere all’Avvocato di vivere senza ansia e paura di subire ingiusti provvedimenti disciplinari in caso di mancata acquisizione dei crediti, atteso che chi li consegue non sempre ha lo stesso grado di preparazione e aggiornamento di chi, invece, non li consegue. Va considerato anche che, spesso, molti Avvocati non riescono a seguire gli eventi formativi perché in quelle due – tre ore di incontro, certamente apprezzabile ed edificante, dedica il proprio tempo a studiare e lavorare su un caso ovvero a ricevere un potenziale cliente o clienti già acquisiti, in modo da potere guadagnare per vivere ed a volte per sopravvivere, stante la grave crisi economica che ha colpito anche l’Avvocatura che si trova spesso a fare i conti con la concorrenza sleale da parte di Colleghi che svendono la propria prestazione, a volte anche senza pagarsi, o sono collegati con procacciatori d’affari, vietati dal Codice Deontologico Forense.
7. Siglare con la massima urgenza un protocollo d’intesa tra Ordine degli Avvocati di Lecce e Tribunale per la liquidazione immediata, da effettuarsi entro e non oltre sei mesi dalla sottoscrizione dello stesso protocollo, dei compensi professionali maturati con il patrocinio a spese dello Stato per garantire credibilità ed effettività alla difesa svolta dall’Avvocato in favore del non abbiente e per permettere all’Avvocato di poter vivere del proprio lavoro e deipropri guadagni, stante l’esecuzione della prestazione, che spesso presuppone l’anticipazione di costi per carta, toner, trasporti, che in molti casi non trovano rispondenza nella liquidazione giudiziale del compenso da parte dei magistrati. Al riguardo, si propone anche la modifica del DPR 115/2002 nella parte in cui prevede la dimidiazionedel compenso di avvocato nel settore civile e penale, che va riconosciuto per intero. Tanto permetterebbe all’Avvocato di lavorare con maggiore carica e voglia. Smaltite le liquidazioni arretrate, il protocollo suddetto deve prevedere una liquidazione effettiva del compenso entro 30 giorni dall’emissione del decreto di liquidazione da parte del Giudice che deve avvenire entro 30 giorni dalla maturazione del compenso. Il non rispetto dei termini previsti in tale protocollo dovrà prevedere il deferimento ai competenti organi disciplinari di coloro i quali non lo hanno rispettato, con previsione di una sanzione di sospensione dall’ufficio o dal servizio.
8. Pubblicazione sul sito on-line dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, con aggiornamenti costanti, delle generalità degli Avvocati e dei Magistrati che vertono in situazioni di incompatibilità, di commensalitào di rapporti more uxorio, al fine di permettere agli Avvocati di conoscere preventivamente le cause di ricusazione del Magistrato. A tal fine siglare un protocollo di intesa con il locale Consiglio Giudiziario, il quale si deve impegnare a fornire le generalità dei magistrati interessati e di adottare provvedimenti disciplinari verso i medesimi. Impegno da parte degli iscritti alla Classe Forense di segnalare al Nostro Ordine degli Avvocati di Lecce, nel pieno rispetto del principio di massima collaborazione con le Istituzioni Forensi, situazioni anche di sospetta incompatibilità o di sospetta connivenza tra soggetti del settore Giustizia che devono essere, ma anche apparire, indipendenti ed imparziali.
9. Siglare un Protocollo di intesa tra Ordine degli Avvocati di Lecce e Tribunale e Procura della Repubblica per la partecipazione costante dei magistrati togati alle udienze e far divenire come eccezionale la partecipazione di Vice procuratori Onorari e Giudici onorari, per garantire una Giustizia resa da vincitori di concorso pubblico. Pertanto, si chiede maggiore partecipazione da parte dei Giudici Togati alle udienze civili, e dei Pubblici Ministeri, titolari del procedimento, alle udienze penali e soltanto in caso di gravi esigenze di servizio o di impedimento potranno essere sostituiti.
10. Siglare un Protocollo di intesa tra Ordine degli Avvocati di Lecce e Tribunale e Procura della Repubblica per impedire deferimenti all’Ordine Forense privi di un reale accertamento dell’abbandono della difesa di fiducia o d’ufficio, che necessita un previo tentativo di contatto serio e concreto, anche telefonico, con il difensore interessato, onde accertarne la causa della sua assenza ed il suo effettivo disinteresse.
11. Pubblicare sul sito del Tribunale l’elenco completo dei professionisti delegati, c.t.u. ed altri professionisti incaricati dai Magistrati, con relativi incarichi assegnati ed in virtù del principio di trasparenza, rendere pubblici anche i compensi liquidati. Tanto, anche al fine di evitare ulteriori fatti di induzione a fare o promettere ovvero di corruzione, accaduti presso il Tribunale civile di Lecce in tempi recenti, che non possono finire nel dimenticatoio. Tale fenomeno va monitorato costantemente anche nella sede dell’Ufficio del Giudice di Pace.

Questi 11 punti sono gli obiettivi che il Gruppo Forense Avvocatura di Base si prefigge di raggiungere, con impegno e serietà, collaborando con lealtà e correttezza con le Istituzioni Forensi e con la Magistratura, al fine di far risorgere l’imprescindibile e necessario ruolo centrale dell’Avvocato nella Società e nel Tribunale ove vive e vi lavora, ogni giorno.

La Base dell’Avvocatura rimane sempre il Codice Deontologico, perché non conoscere come ci si deve comportare con le Istituzioni Forensi, con i Colleghi Avvocati, con i Magistrati, con i Clienti e con i terzi in generale, anche nella vita privata, non consente all’Avvocatura di rialzare la testa e di essere rispettata, in ogni contesto.

Con impegno a rispettare quanto sopra espresso e con la previsione che ognuno dei costituenti, così come ognuno dei successivi partecipanti, è portavoce e rappresentante delle idee, degli obiettivi e dei programmi sopra indicati.