LECCE – Dopo il circo e la cacciata degli artigiani, le polemiche sui Teatini non si placano: sì, perché la mancanza di bagni pubblici ha spinto qualcuno a utilizzare un importante monumento storico architettonico come una latrina. Video e foto immortalano lo sporcaccione (ma potrebbe essere anche un incontinente) che non nonchalance si lascia andare davanti a una delle colonne dell’atrio.

Dall’opposizione ancora un fiume di critiche. Andrea Guido focalizza tutto sull’assenza di bagni pubblici fruibili:

“Me la posso prendere con questo cittadino fino ad un certo punto, e devo invece accusare pienamente l’Amministrazione Comunale per aver chiuso i bagni pubblici.
Parliamo ancora del Chiostro dei Teatini, dell’ex convento del XVII secolo che è stato svuotato e abbandonato e che di tanto in tanto, nell’ultimo anno e mezzo viene usato unicamente come cinema di seconda e terza visione (per non parlare dei contenuti delle proiezioni… a senso unico…) e come spiazzo per il posizionamento di tendoni da circo.
Proprio lì, per anni, era disponibile una delle ritirate pubbliche cittadine. Poi, con l’avvento della “gestione Agnoli” – assessore che, ricordiamo, non è neanche di Lecce – oltre ad essere state cancellate tutte le attività, che erano un’occasione per entrare nel chiostro e visitarlo, sono stati chiusi anche i bagni.
Ecco, questo cittadino non ha voluto farsela addosso. Deprecabile il suo comportamento, certo. Ma se i bagni fossero stati aperti e funzionanti, ciò sarebbe accaduto?

Vi racconterò nei prossimi giorni, inoltre, ciò che sta succedendo, sempre grazie alle posizioni dell’amministrazione Salvemini, relativamente a tutti i bagni pubblici comunali presenti in città e, soprattutto, alle persone che ne avevano cura e che vivevano di quei 4 spiccioli che il Comune era riuscito fino a ieri a garantire. Ma questa, essendo un’altra storia, merita un’attenzione particolare”.