Intervista a Manuela Pulimeno, autrice della canzone “Creatore Immenso”, scritta per il compleanno di Papa Francesco.

Manuela Pulimeno, docente di Storia e Filosofia attualmente in Dottorato di Ricerca ad indirizzo pedagogico; Scrittrice di libri educativi illustrati per bambini e ragazzi della serie “Tino e Rina – La Fantastica Avventura della Vita” e “Myrian contro Raymond – La ragazza del destino e il principe del mondo”).

Perché questa canzone per il compleanno del Santo Padre:

Nella musica ritrovo l’armonia della creazione. Per questo ho pensato a una poesia in musica in onore del Santo Padre e della sua instancabile testimonianza per la “Custodia del Creato” culminata col dono della “ Laudato Si’ ”, un testo letto e apprezzato non solo dai cattolici ma da tanti uomini in ogni parte del mondo. Di fronte a un tramonto sul mare, a un bosco, davanti a un prato fiorito ci si sente bene… è così perché il rapporto dell’essere umano con la natura è fondamentale. Una natura sana ci fortifica e ci cura, ma ha bisogno di rispetto per dare vita a un fruttuoso rapporto biunivoco. La natura incontaminata è fonte del nostro benessere, così come ci sentiamo male in situazioni ambientali inquinate. Al contrario, ci amareggia fare una passeggiata in campagna o in montagna tra plastiche, televisori o materassi disseminati qua e là… o peggio vedere giocare i bambini al mare tra mozziconi di sigarette e bottiglie abbandonate…E poi ci sono le grandi fonti di inquinamento dell’aria, dell’acqua, dei suoli…

Come nasce l’ispirazione della canzone che ha dedicato al Papa e alla sua sensibilità ambientale:

La canzone è nata dall’infinita bellezza di uno scorcio di natura ancora intatta, dalla gioia provata e dalla paura di perdere i colori vivificanti del verde e dell’azzurro. Il salmo 19 (che come tutti i salmi musicato e cantato) dice che “i cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento proclama l’opera delle sue mani”. La natura è uno scrigno pieno di tesori e meraviglie che vanno custoditi e consegnati alle generazioni future per far germogliare nuovi frutti.

Il legame che unisce Papa Francesco e un indimenticato vescovo pugliese ha portato il Santo Padre in Puglia proprio quest’anno. Da dove nasce questo legame?

Don Tonino Bello è stato tra i primi a parlare di “salvaguardia del Creato” (saldandola ai concetti di giustizia e pace) in un suo famoso discorso pronunciato nell’arena di Verona il 30 Aprile 1989 e proiettato nella Piana di Alessano in occasione della visita del Santo Padre Francesco lo scorso 20 aprile: La faccia della terra. La crosta della terra. La pelle di questa nostra terra, deturpata dagli inquinamenti, invecchiata dalle nostre manipolazioni, violentata dalle nostre ingordigie. Ebbene, questa pelle diventerà fresca come la pelle di un adolescente. E si realizzerà la splendida intuizione di Isaia che aveva collegato insieme salvaguardia del creato, giustizia e pace (in quella magnifica immagine del leone in pace con l’agnello nel nuovo giardino dell’Eden – ndr). Su quegli stessi schermi – durante la tappa salentina di omaggio del Papa al vescovo pugliese antesignano del suo magistero in tema ambientale – è stata proiettata la canzone con video che ho dedicato proprio a Don Tonino, disponibile al link: https://www.youtube.com/watch?v=BsIvH6zp1kw

Ma anche uno dei personaggi chiave dei libri per bambini /ragazzi ideati da Manuela è legato al tema ambientale…

Sono molto affezionata a questa bambina nata dalla penna… Si chiama “Bea”, vive a “Mondonia” (simbolo di tutte le città del mondo) ed è una ragazzina che da grande vuol diventare “ispettrice ambientale”, rimboschire la Terra e girare il mondo per salvaguardare specie vegetali e animali in via d’estinzione. Il suo motto non a caso è “senza la natura la vita non dura”. L’educazione ambientale dei bambini e dei ragazzi è fondamentale per costruire una società fondata sulla sostenibilità: il mondo può essere un posto bellissimo se ce ne prendiamo davvero cura. Bea è il personaggio mediatore che ho utilizzato per promuovere l’amore per l’ambiente e la riscoperta del diritto dei bambini “a vivere da bambini” (contrastando l’adultizzazione precoce) e più a contatto con la natura.

Un esempio del benessere che ci dona il rapporto con la natura si ritrova nel video “Salento di Luce” che visualizza in tre minuti la novella di Manuela intitolata “Il giuramento di Luce”.

 

Da dove nasce tanta creatività

Penso spesso che il Creatore abbia trasmesso a ciascuno di noi anche la creatività, la capacità di fare distribuendo talenti: stiamo bene solo se operiamo e creiamo; in questo senso, come dice il Papa, “il lavoro” è indispensabile all’uomo per essere felice. Il Creatore non ha potuto prescindere dall’estrinsecare se stesso nell’esplosione della creazione; noi invece nella produzione dei nostri umili manufatti. La creatività è generatività e in questo senso l’uomo e la sua generatività creativa oltre che biologica sono quell’immagine e somiglianza di Dio (l’opera d’arte del Creatore) citate nella Genesi, il racconto simbolico della creazione.

La prospettiva del racconto della creazione – la Genesi – era quella dell’uomo e della donna “custodi del Creato”, che vivono in un rapporto di simbiosi pacifica con la Natura. Questo rapporto iniziale è stato sovvertito negli ultimi cinque secoli da una visione antropologica dell’uomo padrone e signore della Natura e dunque non solo plasmatore e artefice di nuove invenzioni utili all’umanità, ma anche inevitabile sfruttatore e distruttore delle risorse naturali, che oggi scopriamo non essere infinite. Ciò ha portato alle conseguenze che tutti noi conosciamo. E’ come risvegliarsi da una sorta di abbaglio collettivo proprio sull’orlo del baratro di cambiamenti climatici quasi irreversibili.

Quale via d’uscita

Puntare sull’economia circolare e lo sviluppo sostenibile, fondato anche sul valore del patrimonio paesaggistico e artistico. Riprendere il dialogo inter-generazionale affinché i giovanissimi e gli adulti possano rieducarsi reciprocamente al rispetto dell’ambiente. Ogni cittadino può diventare sentinella responsabile delle sue azioni quotidiane e al contempo stimolare gli altri a migliorare i propri comportamenti. L’opinione pubblica è sempre più sensibile a questi temi e in quest’ambito la “narrazione” è fondamentale per far percepire la necessità di custodire i capolavori del Creatore. Una narrazione anche visiva, che significa aggiornare con gli strumenti di oggi quel che già i grandi artisti del passato hanno impresso nelle loro tele, affreschi, sculture. La narrazione ci aiuta anche a rieducarci alla bellezza (purtroppo si diventa assuefatti anche alle situazioni più negative), a coltivare la speranza che le cose possano cambiare, a rilanciare la sfida di impegnarsi per un mondo migliore, a conservare la capacità di meravigliarsi per lodare il Creatore. La narrazione può servire persino a coltivare utopie, forse difficilmente realizzabili ma che pure è doveroso non smettere di sognare, come quella del disarmo a favore degli investimenti nella lotta alla povertà e alla fame, nella promozione della cultura e della salute dell’uomo così come della Terra. Penso che sia questo il messaggio di speranza che ci sta trasmettendo Papa Francesco quando invita tutti noi ad assumerci la responsabilità di fare del mondo di nuovo un giardino abitabile per tutti, ricostruendo una ecologia integrale che investe tutte le dimensioni dell’essere umano.

 

Leonardo Bianchi