PERUGIA/ SPECCHIA (Lecce) – La Corte d’Assise d’Appello riapre il processo sull’omicidio di Sonia Marra, la studentessa di Specchia scomparsa misteriosamente da Perugia il 16 novembre 2006 (dove frequentava la scuola di Teologia), che vede come imputato l’ex Forestale Umberto Bindella, assolto in primo grado dall’accusa di omicidio.

Nella giornata di ieri, infatti, sono state accolte le richieste di rinnovazione istruttoria avanzate dalla procura generale, dopo il ricorso presentato dal pm Giuseppe Petrazzini. Verranno dunque sentite nell’ambito del procedimento i genitori dell’imputato nonché Giorgio D’Ambrosio, l’agente amico di Bindella, al quale quest’ultimo – nei giorni della scomparsa di Sonia – confessò telefonicamente di avere fatto “una cosa più grande di me e di te”. Insieme a loro, saranno ascoltati anche due amici di D’Ambrosio.

Il perugino, arrestato il 18 gennaio 2010 e scarcerato il 6 febbraio successivo per insussistenza di prove, si è sempre professato innocente. Secondo l’Accusa, però, sarebbe stato lui ad uccidere Sonia e ad occultarne il corpo. Un omicidio che sarebbe scaturito dopo un’accesa discussione tra i due, relativa ad una presunta gravidanza della 25enne di Specchia, con la quale Bindella avrebbe avuto una relazione intima, mai ammessa dall’imputato. Una relazione da lei desiderata e da lui, probabilmente, non gradita. Respinta fino al punto di trasformarlo in assassino, almeno secondo gli inquirenti.

A lanciare l’allarme della scomparsa della studentessa furono i suoi familiari, che non riuscivano più a contattarla telefonicamente. Utilizzato l’ultima volta alle 16.20 di quel giorno, per poi essere spento, il cellulare della specchiese non è mai stato ritrovato. I timori dei genitori della 25enne trovarono conferme il giorno successivo, quando il cognato della salentina raggiunse l’appartamento della giovane, in zona Elce, trovandolo vuoto: nessun segno di colluttazione all’interno, ma solo una forte puzza di gas dovuta ad un rubinetto della cucina lasciato parzialmente aperto. E, soprattutto, nessuna traccia di Sonia, il cui cadavere non è mai stato ritrovato.

Dopo l’assoluzione in primo grado, dunque, si torna in aula per cercare di svelare il mistero della giovane salentina scomparsa: il processo è stato aggiornato al 20 febbraio, quando verranno raccolte le prime, nuove deposizioni.