LECCE – Aveva simulato una rapina studiando ogni dettaglio per allontanare da sé ogni sospetto, ma non ha resistito alla tentazione di continuare ad usare il suo cellulare (che a suo dire gli era stato rubato) ed alla fine è stato scoperto dalla polizia e denunciato.

Ci sono voluti circa due mesi per fare luce sulla misteriosa rapina ai danni di un autotrasportatore foggiano, vittima di un assalto armato lo scorso 20 novembre, mentre percorreva la strada che collega Poggiardo con Minervino di Lecce. L’autore, come hanno accertato gli agenti del Commissariato di Otranto, era la stessa vittima: un 55enne foggiano, dipendente di una società che si occupa di consegne di materiale elettronico, denunciato a piede libero con l’accusa di simulazione di reato ed appropriazione indebita.

Gli investigatori del commissariato idruntino, diretti dal vicequestore Nicola Fucarino, non si sono fatti ingannare dal racconto dell’uomo e, al termine di alcuni complessi accertamenti, sono riusciti a smascherarlo. Come lo stesso ha poi ammesso ai poliziotti, aveva simulato la rapina per ripianare alcuni debiti.

Tutto ha avuto inizio a metà mattinata del 20 novembre scorso, quando l’uomo – tramite il cellulare di un passante al quale si era rivolto per chiedere aiuto – ha allertato il 113 sostenendo di essere stato rapinato da quattro banditi, che si erano poi allontanati a bordo di una vecchia Fiat Punto di colore scuro con al seguito cinquemila euro in contanti e vari assegni, che aveva incassato durante il suo giro di consegne in tutto il Salento.

Ascoltato il racconto della vittima, i poliziotti hanno così avviato le indagini, cercando riscontri alla denuncia dell’uomo attraverso i filmati di sorveglianza installati lungo il tragitto da lui percorso. E sin da subito sono emerse alcune anomalie: in particolare, l’ultima telecamera utile prima del luogo in cui si era verificato l’assalto, aveva immortalato il passaggio del suo furgone ma non quello dell’auto sospetta.

Gli investigatori hanno inizialmente creduto alla buona fede dell’uomo, anche perché lo stesso, nei giorni a seguire, aveva poi badato duplicare carta d’identità, patente, sim dei cellulari (personale ed aziendale) nonché le due carte Bancomat che gli erano state sottratte dai malviventi. Proprio come avrebbe fatto qualsiasi vittima di rapina che avesse avuto necessità dei suoi documenti.

Tuttavia, a tradire l’autotrasportatore, è stato un altro, piccolo particolare: quello di avere utilizzato la sua sim personale sullo stesso cellulare che, a suo dire, gli era stato rapinato durante l’assalto armato.

Convocato negli uffici di polizia e messo alle strette, il 55enne è quindi scoppiato in lacrime ed ha confessato di avere simulato la rapina, perché bisognoso di soldi per ripianare alcuni debiti. Per lui è così scattata la denuncia, ma i guai potrebbero non essere finiti, dal momento che adesso rischia anche il posto di lavoro.