F.Oli.

GAGLIANO DEL CAPO (Lecce) – Saranno giudicati con l’abbreviato condizionato Antonio Savarelli e il figlio Salvatore, rispettivamente di 48 e 25 anni, entrambi residenti a Gagliano del Capo arrestati per il ferimento di un 29enne del posto nella piazza del paese nell’aprile dello scorso anno. A margine dell’udienza preliminare il gup Edoardo D’Ambrosio ha ammesso la richiesta di rito alternativo che verrà discusso il 18 giugno prossimo. I legali dei due imputati, Luca Puce e Paolo Pepe, hanno chiesto l’acquisizione di una consulenza di parte effettuata dal medico legale Francesco Faggiano che avrebbe evidenziato come le coltellate non avrebbero potuto causare il decesso. Da qui la richiesta di riqualificare l’accusa di tentato omicidio in lesioni personali gravissime.

Per ora, però, padre e figlio devono difendersi dall’accusa di tentato omicidio alla luce degli esiti di una consulenza disposta, in fase d’indagine, con cui il medico legale Ermenegildo Colosimo ha rilevato che le lesioni inferte al giovane avevano colpito organi vitali. La vittima dell’accoltellamento si è già costituita parte civile con l’avvocato Giovanni Chiffi. Sottoposto ad un delicato intervento per la rimozione di parte di un polmone ha problemi di respirazione. E la richiesta risarcitoria per i danni riportati è stata quantificata sui 260mila euro.

L’intera vicenda si sviluppa nell’arco di pochi minuti. Scenario: la piazza di Gagliano del Capo nei pressi di un bar. Qui il giovane incrocia Salvatore Savarelli e lo addita come responsabile (o quanto meno coinvolto) di un furto di reti di olive e di un incendio nella campagne del padre. I due iniziano a litigare ma poco dopo si allontanano. Pochi minuti dopo, però, la situazione si fa nuovamente incandescente. Non appena arriva il padre di Savarelli i toni si surriscaldano nuovamente. Il 28enne offende il più giovane dei Savarelli scatenando la reazione del padre.

Questi raggiunge la motoape e afferra una roncola. Si scaglia contro il giovane che riesce a parare i colpi facendosi scudo con la propria bicicletta. Ma il più grande dei Savarelli è una furia. Niente e nessuno riesce a contenerlo. Raggiunge nuovamente il proprio mezzo. Questa volta recupera un’accetta e si scaglia nuovamente contro il giovane. Nel frattempo arriva il figlio. Impugna un coltello e colpisce il 28enne che stramazza al suolo. Solo grazie al coraggioso e tempestivo intervento della fidanzata il giovane viene sottratto ai due Savarelli. Le sue condizioni, però, sono gravi. Viene trasferito d’urgenza presso l’ospedale di Tricase e ricoverato in terapia intensiva in prognosi riservata. Nel frattempo i carabinieri della locale stazione, supportati dai colleghi del Norm di Tricase, rintracciano padre e figlio arrestati con l’accusa di tentato omicidio. Vengono trovate anche la roncola e l’accetta ma non il coltello.

In sede di udienza di convalida, i due Savarelli hanno ribaltato tale ricostruzione sostenendo di essere stati loro aggrediti dal giovane che impugnava un coltello. Una versione confutata con il prosieguo delle indagini grazie alle dichiarazioni acquisite dai testimoni presenti in piazza che hanno escluso che il giovane avesse effettivamente un coltello in mano. In più la consulenza del dottore Colosimo ha evidenziato più ferite sul corpo della persona offesa riconducibili all’accetta e ad alcune coltellate. Attualmente i due imputati si trovano ai domiciliari.