F.Oli. 

LECCE – Purtroppo le cronache affrontano con cadenza ripetuta episodi di aggressioni ai danni di medici che, molto spesso, si trovano a lavorare in condizioni di estremo disagio. Come nel caso di un dottore del 118 giunto in un’abitazione per visitare una donna e aggredito dal figlio. A.S., 28enne di Lecce, ha patteggiato 6 mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione) con le accuse di violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Il gup Cinzia Vergine ha dato il proprio avallo alla richiesta concordata dall’avvocato difensore Marco Caiaffa con il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci.

I fatti risalgono al 14 giugno scorso. Il medico del 118, in servizio su un’automedica del vecchio ospedale “Vito Fazzi”, dopo una chiamata per un codice giallo, avrebbe raggiunto un quartiere periferico di Lecce. Mentre si apprestava a fornire le cure del caso alla paziente il figlio avrebbe chiesto informazioni sullo stato di salute della donna. Alla risposta del dottore evidentemente ritenuta non soddisfacente il giovane si sarebbe scagliato contro colpendolo con un pugno allo zigomo e alla mascella sinistra facendogli sbattere violentemente la testa al vetro della porta del balcone impedendogli di procedere nel soccorso.

Dopo pochi minuti sul posto è arrivata una volante. Gli agenti di polizia hanno identificato l’aggressore grazie alle testimonianze del dottore che, nel frattempo, è stato trasportato in ospedale dove i suoi stessi colleghi gli hanno riscontrato un edema della regione mascellare e dello zigomo oltre a un trauma facciale giudicato guaribile in una decina di giorni. Il dottore si è costituto parte civile con l’avvocato Rodolfo Petrucci.