F.Oli.

LECCE – Continua il pugno duro della Cassazione nell’inchiesta sull’assegnazione degli alloggi popolari a Lecce. I giudici della Suprema Corte hanno rigettato i ricorsi discussi nei giorni scorsi per Nicola Pinto, 31enne, (difeso dagli avvocati Giuseppe Corleto e Viviana Labbruzzo), sempre in carcere e Andrea Santoro, di 27, (assistito dall’avvocato Pantaleo Cannoletta), quest’ultimo ai domiciliari. Si tratta dei due giovani leccesi che, insieme al 41enne Umberto Nicoletti e ad altri due soggetti non identificati, sono accusati di tentata violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso nei confronti dell’uomo che ebbe il coraggio di denunciare il sistema di abusi sull’assegnazione delle case popolari a Lecce. La difesa di Umberto Nicoletti, invece, (rappresentata dall’avvocato Giuseppe Presicce) ha invece rinunciato a presentare il ricorso in Cassazione.

Le richieste di annullamento delle misure cautelari torneranno ad essere discusse davanti ai giudici della Suprema Corte anche nella giornata di domani quando verranno valutate le posizioni dei principali indagati ai domiciliari dal 7 settembre scorso, giorno del blitz. Stiamo parlando dell’ex assessore e consigliere comunale Attilio Monosi; dell’ex consigliere e volto storico del Pd Antonio Torricelli (che ha rinunciato a proporre ricorso al Tribunale del Riesame incassando nei mesi scorsi un no alla richiesta di scarcerazione dal gip Giovanni Gallo nonostante il parere favorevole dei pubblici ministeri Roberta Licci e Massimiliano Carducci); dell’ex funzionario comunale Pasquale Gorgoni. Sempre domani sarà discusso il ricorso per Paolo Rollo, dirigente pro tempore dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Lecce e attualmente dirigente del settore Annona, sospeso dal servizio per un anno.

Per giovedì, invece, è fissata l’udienza preliminare a carico dei 47 neo imputati coinvolti nell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza.