F.Oli.

LECCE – Ha negato di aver mai picchiato la compagna e, in particolare, di averla costretta ad abortire. Si è svolto questa mattina l’interrogatorio di garanzia di Sebastian Toksich, il 24enne di etnia rom ma residente a Lecce, arrestato venerdì per i ripetuti maltrattamenti ai danni della compagna che, stando alle indagini, avrebbe anche perso il bimbo che aveva in grembo per le percosse ricevute. Il giovane, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa, ha fornito la propria ricostruzione davanti al gip Carlo Cazzella contestando punto per punto le accuse contenute nell’ordinanza. Il suo legale, per il momento, non ha presentato alcuna istanza di scarcerazione.

Le indagini sono state condotte dagli agenti della Squadra mobile specializzata nei reati contro la persona e le fasce deboli. Gli episodi si sarebbero consumati all’interno del campo rom “Panareo”. Più episodi. Schiaffi, offese. Il 21 agosto l’episodio più grave e più mortificante: i calci rifilati all’addome della donna al sesto mese di gravidanza. Per due giorni consecutivi. Tanto che nel successivo ricovero i medici constatarono l’aborto provvedendo al raschiamento dell’utero. Giorni dopo, il 27 agosto, la sfortunata protagonista di questa storia sarebbe stata persino inseguita, picchiata e ferita in testa con una bottiglia di vetro riportando ecchimosi diffuse agli arti inferiori e superiori guaribili in cinque giorni.

Un rapporto burrascoso, contrassegnato da litigi e momentanee riappacificazioni. A novembre la ragazza aveva deciso di ritornare a vivere con il suo compagno nonostante quanto accaduto in estate. Anche perché la convivenza con la madre non era andata bene. Forse sperava in un atto di pentimento dell’uomo che non c’è stato. Toksich, anche sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, avrebbe ripreso a picchiarla, offendendola pesantemente e minacciandola con un coltello. Per il gip, “la soggezione dimostrata dalla persona offesa sul piano sentimentale e psicologico, rende concreto ed attuale il pericolo di reiterazione della condotta da fronteggiare nella specie con la misura più afflittiva della custodia cautelare in carcere” dove l’uomo è stato accompagnato venerdì con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e interruzione di gravidanza.