GALATINA (Lecce) – La critica e la satira non sono ancora dei reati. Così ha stabilito il gip Cinzia Vergine, in camera di consiglio, il 7 febbraio scorso a fronte dell’opposizione alla proposta di archiviazione da parte del pubblico ministero Maria Vallefuoco, avanzata da un politico locale, D.S., candidata per Leu al Parlamento Italiano nel corso dell’ultima tornata elettorale del 4 marzo 2018.

D.S. aveva querelato per diffamazione aggravata Antonio Mellone, 51enne di Noha (frazione di Galatina), privato cittadino, non iscritto all’albo dei giornalisti, collaboratore di lungo corso su un sito locale, per uno dei suoi articoli apparso nel corso dell’ultima campagna elettorale. Nel pezzo “incriminato”, che conteneva critiche a striature satiriche (tipiche di molti articoli di Mellone nei confronti di molti personaggi politici soprattutto locali) non si faceva menzione del nome della querelante la quale, nonostante tutto, riteneva incontrovertibile il collegamento tra i riferimenti elencati nell’articolo e la sua persona.

Il gip, in accoglimento delle tesi sostenute dall’avvocato Andrea Cera che difendeva il dottore Mellone, ha evidenziato l’inammissibilità dell’opposizione ritenendo, tra le altre, che non vi fossero gli elementi sufficienti a suffragio della riferibilità dello scritto alla querelante. Sotto altro profilo il gip ha ritenuto che “…quand’anche gli scritti del Mellone debbano intendersi riferiti alla D.S., negli stessi non si ritiene superato il legittimo esercizio di critica e satira politica nei confronti di personaggio, la D.S., pubblicamente e notoriamente in sede locale impegnata in tal senso”.