F.Oli.

GALATINA (Lecce) – Il Tar di Lecce conferma l’interdittiva antimafia a carico dell’Associazione sportiva dilettantistica Galatina 1917. I giudici della prima sezione del Tar (Presidente Antonio Pasca, consigliere Ettore Manca, consigliere estensore Patrizio Moro) hanno respinto l’istanza presentata dal legale rappresentante del Galatina 1917 Asd difeso dagli avvocati Domenico Zinnari e Alessandra De Pascalis contro il Comune di Galatina rappresentato dagli avvocati Giuseppina Capodacqua ed Elvira Anna Pasanisi.

Per i giudici non pare possa escludersi la sussistenza di quegli elementi sintomatici del rischio di infiltrazione mafiosa che fondano la misura preventiva; le sopravvenute dimissioni di alcuni soci dal Consiglio Direttivo non appaiono allo stato inficiare la legittimità dell’interdittiva impugnata considerata la permanenza degli stessi nella compagine associativa; i giudici, inoltre, rilevano che le dimissioni dei componenti del Consiglio direttivo comportano la necessità di ricostituire l’organo e la conseguente verifica dei requisiti di legge le cui circostanze avevano già indotto l’amministrazione comunale alla concessione dell’impianto “di volta in volta” per la disputa degli incontri di calcio.

Il provvedimento era stato notificato agli inizi di dicembre  dalla Prefettura che aveva rilevato la presenza all’interno della società di soggetti con precedenti penali, uno dei quali avrebbe avuto frequentazioni con personaggi che gravitano attorno al clan Coluccia. La storica associazione sportiva Pro Italia Galatina ha cessato di esistere nei mesi scorsi ed è stata rimpiazzata da un nuovo club, l’Asd Galatina 1917 che richiama con la data l’anno di fondazione del primo sodalizio calcistico nella cittadina di Galatina. L’interdittiva non ha comunque alcun collegamento con le condanne inflitte in primo grado a nove anni e quattro mesi ciascuno a carico di Luciano e Danilo Pasquale Coluccia, rispettivamente padre e figlio di 69 e 38 anni, scaturita dall’inchiesta “Offside”.