LECCE – Un corteo fatto di studenti e associazioni ha attraversato il centro della città partendo da Porta Napoli alle 10. Tutti hanno raccolto l’appello di Greta: “C’è un’emergenza mondiale: il cambiamento climatico in atto. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. Le future generazioni potrebbero essere travolte da cataclismi inimmaginabili”. Tutti in corteo, dunque, per il “Friday for future. Sciopero mondiale per il futuro”. Greta Thunberg è la piccola, eroica 15enne svedese da cui parte questa iniziativa: ogni venerdì mostra un cartello per sensibilizzare la politica al tema, davanti al Parlamento del suo paese. Oltre 40 associazioni e scuole  hanno aderito alla manifestazione. Non ci sono partiti a mettere la propria bandierina: è un evento spontaneo che parte dal basso. Centralità agli studenti.

FRIDAYS FOR FUTURE: MIGLIAIA DI STUDENTI E STUDENTESSE IN PIAZZA IN PUGLIA CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Oggi anche l’Unione Degli Studenti Lecce e Nardò, e Link Lecce – Coordinamento universitario sono scesi in piazza assieme a studenti e studentesse di tutta la provincia. Abbiamo assistito ad una mobilitazione senza precedenti: oltre 1000 piazze sparse in 80 paesi nel mondo per il primo sciopero globale per il futuro, tantissime saranno le piazze in Italia, 11 le piazze studentesche solo in Puglia. Una mobilitazione che reclama l’attenzione delle classi dirigenti del mondo alla ormai riconosciuta presenza di una emergenza climatica e ad applicare delle misure urgenti e concrete per contrastarne le cause.

 

“Al grido di “Se il clima fosse una banca, il governo l’avrebbe già salvato” oggi siamo scesi in piazza in migliaia di studenti e studentesse in tutta la Puglia contro il cambiamento climatico, per un modello di sviluppo alternativo al fossile ed ecosostenibile” dichiarano UdS Lecce e Nardò e Link Lecce.

 

“Secondo l’ultimo report dell’IPCC – l’organismo scientifico dell’ONU – ci sono rimasti circa undici anni per evitare di oltrepassare il punto di non ritorno. L’intero popolo mondiale, dunque, si trova ora a dover cambiare rotta verso una maggiore attenzione al pianeta, per evitare di vivere nelle conseguenze di questa crescente emergenza. Per ridurre in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici chiediamo che venga rispettato l’accordo di Parigi, ovvero che l’aumento di temperatura globale non oltrepassi i 1.5º C., pretendendo dal governo italiano che si avvii la transizione dal modello fossile a quello delle energie pulite e rinnovabili. – continuano – Pretendiamo che i fondi per i sussidi ambientalmente dannosi vengano spostati sull’istruzione perché crediamo che, a differenza di quanto dice il Ministro Bussetti che ha invitato le scuole a non partecipare, è fondamentale battersi contro le Grandi Opere inutili e dannose, per saperi liberi dalle logiche del profitto e in grado di immaginare un’alternativa sostenibile ed ecologica di società”.

 

“La lotta al cambiamento climatico è intrecciata inevitabilmente alla lotta per i diritti umani: la società contemporanea non può prescindere da una trasformazione sociale che vada verso un modello tanto più equo quanto più sostenibile.

È necessario combattere la ricattabilità di chi vive particolari condizioni di marginalità rivendicando decisionalità e libertà di autodeterminazione contro gli interessi economici e speculativi e combattere chi devasta e svende i territori agli interessi privati e chi favorisce la disinformazione e il negazionismo per fini personali attraverso i saperi e l’nformazione.

È necessario ripensare il modello produttivo/energetico in un’ottica che sia davvero sostenibile, democratica, in termini di redistribuzione della ricchezza e in nome della giustizia ecologica.

Le nuove generazioni sono quelle che dovranno fare i conti con l’ambiente che verrà lasciato loro e si stanno ribellando ad un sistema che percepiscono come ingiusto e insostenibile. Vogliamo decidere noi sui nostri territori e sul nostro futuro” concludono.

UNA NOTA DELL’ASSESSORE GIANNI STEA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI 

“Nella sua ultima enciclica il Papa ci ricorda che “meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo”; poi continua dicendo: “i giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi”. Ecco con queste parole di Francesco voglio esprimere la mia gratitudine a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che oggi in ogni parte del mondo e delle nostra Puglia stanno manifestando contro i veleni che soffocano la Terra. Greta Thunberg esorta gli adulti ad agire, “non c’è più tempo” sottolinea la giovanissima attivista svedese. Siamo tutti con lei, e non potrebbe essere diversamente, ciascuno di noi per il proprio ruolo, perché l’ambientalismo reale non può essere un business, comincia dai piccoli gesti quotidiani e investe tutte le isituzioni locali, nazionali e mondiali.

 

Non dimentichiamo come le Regioni siano state un vero fattore di progresso del nostro paese anche in materia ambientale e in rapporto alla raccolta differenziata dei rifiuti, atteso che lo Stato Centrale nei meandri dei suoi corridoi, non può per definizione riuscire a comprendere le problematiche delle aree vaste e dei comuni, dei distretti produttivi e delle famiglie, in particolare qui al Sud.

 

E’ questo l’esempio da fare per la Puglia che vogliamo e per cui stiamo lavorando per creare uno dei motori di una nuova epoca, anche procedendo all’approfondimento delle tematiche ritenute indispensabili per affinare le modalità di tutela del nostro patrimonio naturalistico e della salute dei cittadini.

 

Eppure la strada è irta e ricca di ostacoli. Ricordo che gli obiettivi, in materia non devono essere solo comunali, o locali, ma riguardano una sfida planetaria, e in questo momento storico ognuno è chiamato a fare la sua parte. Ci sono buone premesse di riuscire, ed è importante che i cittadini siano ben consci e che siano parte attiva di questo cambiamento.

 

Si tratta di un cambio culturale necessario, e non solo perché lo impone la legge. Personalmente sono convinto dell’importanza di una capillare campagna di comunicazione che mira a raggiungere tutti i cittadini e le attività coinvolte. Campagne di comunicazioni che devono cominciare già nelle scuole per formare italiani profondamente rispettosi dell’ambiente e consci della fondamentale importanza della salvaguardia del nostro ecosistema”.