NARDÒ – Il sindaco Pippi Mellone fa un nuovo cambio in giunta Comunale: i mini-rimpasti salgono a cinque in tre anni. Stefania Albano, cognata di Antonio Vaglio (quest’ultimo è un ex candidato sindaco in quota Fitto, che strinse l’alleanza con Mellone e subito dopo passo nella Lega in quota Marti, insieme ad altri ex fittiani), è stata infatti sostituita stamattina. Al suo posto un’altra leghista: Bernadette Marini, una docente che insegna nella scuola Vanoni. Il nuovo assessore entra a far parte della squadra di governo cittadino in quota al gruppo in Consiglio della Lega Salvini Premier (rappresentata in Consiglio Comunale da Cesare Dell’Angelo Custode, attaccato dalla sinistra per aver cambiato diverse formazioni politiche, Alemanno e Vaglio).

Il sindaco Pippi Mellone non risponde al telefono: ora deve fronteggiare la fuga dalla maggioranza dell’ex sindaco Antonio Vaglio? “No, si tratta solo di una normale staffetta già concordata nel 2017” – spiega il sindaco del Comune di Nardò. I numeri del primo cittadino sono molto larghi (17 su 25): potrebbe fare a meno anche di Vaglio perché con lui c’è anche Alemanno.  L’opposizione, però, infierisce. “Tra rimpastini, assegnazioni e ritiri di deleghe, poltrone, nomine e riposizionamenti, questa è l’amministrazione che ha conosciuto il maggior numero di ‘assessori al macello’ che la Città possa ricordare – inveisce Lorenzo Siciliano – A testimonianza che questo Sindaco ed il suo sempre più ristretto cerchio di amici che giocano con il futuro della nostra comunità, si muovono per convenienze politiche e tatticismo elettorale. E questi sono quelli che si presentano come ‘nuovi’ insultando la vecchia politica. Vergogna!

È solo un valzer di poltrone raccapricciante sulle spalle dei neretini. Una miserabile gestione della cosa pubblica che nulla ha a che vedere con il cambiamento sbandierato e promesso in campagna elettorale, ma con la più retrograda logica spartitoria da Manuele Cencelli. Chi ha votato questa gente ha il dovere morale e civile, specie nei confronti dei propri figli, di prendere atto di aver commesso un errore clamoroso al quale rimediare quanto prima, perché Nardò non merita tutto questo!”.