LECCE -La Cgil verga una dichiarazione di guerra nei confronti di Matteo Salvini. In questi giorni il dibattito sull’immigrazione si è riacceso ed è diventato violento. Il sindacato bolla la venuta del ministro dell’Interno come una strategia propagandistica. “Domani mattina in Prefettura, la Cgil Lecce non firmerà il “Patto per la sicurezza urbana e per la promozione e attuazione di un sistema di sicurezza partecipata e integrata” tra Prefettura, Comune e Regione.” Lo comunica in una nota la Segretaria Generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi.

“L’appuntamento si colloca in un momento temporale sbagliato, a ridosso della tornata elettorale per il rinnovo dell’Europarlamento, del Consiglio comunale e del sindaco di Lecce. Senza contare che uno dei soggetti firmatari, il Comune di Lecce, è commissariato: sarebbe stato probabilmente più corretto attendere l’esito delle imminenti elezioni amministrative, anche per dare maggiore legittimità democratica ai contenuti del protocollo. Inoltre, ci sembra inopportuna la firma del Patto alla presenza del ministro, pochi minuti prima del tour elettorale che lo stesso, in qualità di leader della Lega, ha ampiamente preannunciato in città: la Cgil non presta il fianco alla propaganda elettorale.

Il 10 aprile dello scorso anno, durante una manifestazione sul rapporto tra legalità democrazia e lavoro alla presenza di magistrati e rappresentanti della Prefettura, ponemmo all’attenzione dei presenti un’anomalia: il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e la scarsa attenzione al lavoro regolare nella sottoscrizione dei protocolli per la legalità che dal 2012 in poi l’Ufficio territoriale del governo si era impegnato a realizzare. Questa volta siamo stati invitati a mettere una firma frettolosa, senza un coinvolgimento vero, che avrebbe presupposto una fase di ascolto ed elaborazione che ora come allora è mancata del tutto.

Da una lettura veloce del documento inviatoci oggi alle 14, appuriamo che nelle premesse del Patto si sottolinea come il tema della sicurezza debba “necessariamente accompagnarsi ad una affermazione dei principi di legalità, anche attraverso una più incisiva ed integrata azione di vigilanza in materia di tutele nel lavoro, con particolare riferimento al rispetto delle normative contrattuali e previdenziali e delle leggi sulla sicurezza sul lavoro”. Un passaggio che nel testo non è approfondito, se non in tre righe a pagina 14, in cui si immaginano azioni di prevenzione di ogni illegalità in danno dei lavoratori. Un buon proposito, insomma: avremmo gradito un’attenzione ben più marcata.

Del resto per questa organizzazione sindacale è difficile sottoscrivere un documento che, nelle sue premesse e nei suoi riferimenti legislativi si inquadra nella cornice formata anche dal decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, ossia quel decreto-Salvini che ha smantellato il sistema dell’inclusione sociale e dell’accoglienza dei migranti, aumentando disoccupazione ed insicurezza reale e percepita nel paese.

Ringraziamo il prefetto per l’invito. Allo stesso confermiamo la nostra disponibilità a portare un contributo nel merito dei contenuti del protocollo, superando ogni speculazione elettorale.”