LECCE – Arturo Baglivo, ex candidato sindaco del Movimento 5 Stelle bolla come vecchia politica le scelte dell’esecutivo di Salvemini: per il pentastellato non c’è una logica meritocratica, ma spartitoria. “Per ricompensa, una poltrona!”

“Quando in moltissime occasioni durante la campagna elettorale ci hanno chiesto come intendessimo costruire la squadra di governo abbiamo sempre risposto: lo faremo sulla base delle competenze e del progetto politico condiviso attingendo da tutta la società civile, utilizzando professionalità in grado di offrire alla città quello che sinora le era stato negato – spiega il consigliere pentastellato – Dicemmo, e tanti lo considerarono bizzarro che non avremmo guardato al colore politico per il bene della città e per il progetto comune.
Ieri sui giornali è stata ufficializzata la squadra di governo proposta da Salvemini, oltre alle persone già designate in campagna elettorale e nemmeno candidate forse per paura di ricevere scarso consenso e quindi non essere poi designate, l’assegnazione degli assessorati di Salvemini è avvenuta ancora una volta sulla base del do ut des politico, con logiche spartitorie classiche della vecchissima politica di cui a quanto pare Salvemini ben conosce i meccanismi.

Le competenze messe in campo in giunta saranno dimostrate dalla prova dei fatti, sperando che nel frattempo questa gestione della cosa pubblica non produca ulteriori danni. Per quel che ho letto, mia opinione ovviamente, alla città sarebbero servite figure di spessore superiore, ma al di là di questo, è paradossale che alcune figure della precedente amministrazione Salvemini che avevano svolto egregiamente il loro ruolo non siano state riconfermate nel ruolo assessorile.

E certamente, in una presunta novità politica sbandierata dalla grande coalizione salveminiana, non ci saremmo aspettati di leggere su presidenze varie e incarichi nelle partecipate comunali da distribuire agli esclusi. Se così sarà, ancora una volta, il ruolo dell’amministratore di una partecipata non sarà dato in base alla competenza ma solamente all’opportunità politica al dover, di fatto, ricompensare chi ha contribuito alla cosiddetta “vittoria”. Questo modus operandi è legato ad una visione della città e della politica cittadina antica e ancorata alla distribuzione delle poltrone. Una visione che di fatto non aiuterà mai allo sviluppo della città, che non mi appartiene e non appartiene al movimento cinque stelle che sarà l’unica vera opposizione in consiglio: non dobbiamo restituire favori a nessuno e non abbiamo paura di non essere rieletti o occupare comode poltrone”.