LECCE – Veronica Giannone continuava incalzare l’Asl leccese, che non ha ancora consegnato alla cittadinanza il “Punto Rosa”. Tra le altre cose, si chiede conto anche del mammografo 3 D. La deputata del Movimento 5 Stelle bacchetta le lentezze e la superficialità della burocrazia, che non giovano alla prevenzione. “Spesso ci capita di vedere pubblicità informative e di sensibilizzazione per la prevenzione dei tumori. Un esempio potrebbe essere quello dello screening al seno, indispensabile per le donne!

Purtroppo però, sempre più spesso, capita che centri progettati ed istituiti proprio per la prevenzione, non forniscano i servizi necessari… e non perché il personale non ne abbia voglia o non sia competente, ma perché chi ha iniziato il progetto (quindi gli uffici ASL preposti a farlo), chi avrebbe dovuto controllare lo stato dei lavori, il proseguire degli stessi, sino a compimento dell’opera, non ha svolto il suo lavoro fino alla fine e non ha permesso quindi che i suddetti servizi, potessero essere messi a disposizione dei cittadini.
Regna come al solito la ‘superficialità’!
E sappiamo bene che nomine e decisioni in ambito Sanità sono di competenza della Regione!

L’interrogazione che ho depositato riguarda, nello specifico, la situazione attuale del consultorio familiare dell’ex dispensario di via Miglietta a Lecce, i cui lavori non sarebbero stati ancora ultimati; il famoso ‘PUNTO ROSA’!
Ho chiesto al Ministro Grillo se sia al corrente dei suddetti disservizi e, nel caso, come intenda verificare che sia garantito ai cittadini salentini l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in tutti i servizi di prevenzione sanitaria presenti anche negli altri distretti”.