LECCE – Sentenza favorevole alla ASL Lecce in riferimento alla c.d. insuperabilità dei tetti di spesa. Il Tribunale di Lecce con sentenza n. 1908 del 05/06/2019 (dott.ssa Di Battista), accogliendo le tesi dell’Avv. Daniele Montinaro, ha stabilito che la remunerazione delle prestazioni sanitarie non può, in alcun caso, comportare il superamento del tetto massimo di spesa, definito in conseguenza dell’attività di programmazione e recepito nella contrattazione tra le strutture sanitarie pubbliche e quelle private. “Lo svolgimento del servizio pubblico sanitario da parte dei privati è subordinato all’adesione, da parte di questi ultimi, al sistema remunerativo stabilito in ambito regionale, attraverso atti di programmazione che determinano il tetto di spesa sanitaria. Tanto in virtù del principio della programmazione sanitaria che comporta l’adozione di un piano annuale preventivo, stante il limite di spesa sostenibile dall’ente pubblico nel corso di ciascun anno di esercizio, necessariamente rapportato alla disponibilità finanziaria e all’esigenza di preservare l’equilibrio di bilancio. Pertanto, risulta necessario ed indispensabile, per ciascuna istituzione pubblica e privata, la previsione dei limiti massimi di spesa sostenibili annualmente a carico del fondo sanitario regionale, anch’esso predeterminato”.

La vicenda ha riguardato una richiesta di pagamento di € 133.552,61 oltre interessi, di una struttura privata per prestazioni fatturate dal gennaio 2010 al giugno 2013; la struttura sosteneva di aver fornito in quel periodo prestazioni specialistiche ricevendo il relativo pagamento decurtato del 20% in virtù dello sconto imposto dalla L. n. 296/2006 e che tuttavia, tale normativa non andava applicata essendo intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale n. 94/2009 che aveva affermato l’applicazione del suddetto sconto solo al triennio 2007 – 2009 e che era irrilevante la questio dei c.d. “tetti di spesa”. Il Tribunale di Lecce, ha sentenziato appunto che, se è pur vero che la sentenza della Corte si riferisce al triennio 2007 – 2009 e quindi ad uno “sconto” transitorio, la disciplina non può non tener conto dei tetti di spesa definiti in programmazione e recepiti nelle contrattazioni con le strutture private.