Film biografico, drammatico, interpretato e diretto da Ralph Fiennes, alla sua terza regia, tratto dalla biografia di Rudol’f Nureyev il “rivoluzionario” ballerino russo, scritta da Julie Kavanagh. Il film attraverso una serie di flashback ripercorre la vita artistica e personale di uno dei più grandi danzatori del XX secolo, interpretato da Oleg Ivenko, incentrandosi tuttavia su un periodo particolare della sua vita, l’arrivo in occidente. Nureyev nato da una famiglia di contadini, in una vagone ferroviario della Transiberiana, trascorre in povertà l’infanzia in Siberia, dotato di un talento divino, di uno spirito ribelle e di una sessualità trasgressiva, unita ad una bellezza selvaggia, insofferente delle regole condurrà una esistenza al di sopra delle righe, sempre alla ricerca della perfezione.

Il suo temperamento temprato da tartaro ed il suo grande desiderio di dimostrare al mondo intero il suo straordinario genio artistico, rivoluzioneranno per sempre il modo di danzare. Dalla scuola di danza di Leningrado diretta dal maestro Alexander Pushkin (Ralph Fiennes) scopritore del suo talento, approderà in tournée a Parigi con la prestigiosa compagnia del balletto di Kirov. Qui ignorando i divieti di intrattenere rapporti con persone occidentali, stringerà amicizia con Clara Saint, ragazza cilena (Adele Exarchopoulos) e con il ballerino Pierre Lacotte (Raphael Personnaz)

Il suo amore per la libertà e per lo stile di vita occidentale desteranno inevitabilmente i sospetti del KGB che temendo la diffusione di segreti di stato, disporrà il rimpatrio immediato. Rudol’f chiederà asilo politico in Francia, era il 1961 ritornerà in Russia solo nel 1987 per rivedere la madre gravemente ammalata. Nureyev ammalatosi di AIDS, morì nel 1993, dopo aver scritto una delle pagine più importanti della storia della danza, restando una leggenda per sempre. Il film girato tra Parigi e San Pietroburgo è coinvolgente ed emozionante indicato per gli amanti della danza e dell’arte in genere.

 

Francesco Stomeo