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di Marcella Negro
LECCE – Dal 12 al 14 settembre 2019 il capoluogo salentino ospiterà il 33mo convegno italiano della SISP – Società Italiana di Scienza Politica, l’associazione accademica senza fini di lucro che riunisce i politologi italiani e che si propone di favorire lo sviluppo della scienza politica in Italia, l’incontro e la collaborazione degli studiosi della materia in Italia e all’estero e il coordinamento delle strutture preposte all’insegnamento e alla ricerca. “Il convegno della Società Italiana di Scienza Politica ha una portata di respiro internazionale, basti pensare al numero dei congressisti accreditati, 600, un centinaio dei quali vengono dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Asia – Ha dichiarato Fabio De Nardis, Presidente del corso di laurea in Sociologia dell’Università del Salento e componente del Comitato organizzativo del Convegno durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento – In questo convegno la comunità scientifica si riunisce per discutere delle diverse variabili interpretative nazionali ed europee della politica contemporanea”.

Organizzato dal Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo del’ Università del Salento e messo a punto in collaborazione con i corsi di laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni internazionali e in Sociologia, il convegno è sostenuto dalla Città di Lecce, dalla Banca Popolare Pugliese e dal Servizio Tedesco per lo Scambio Accademico (DAAD). “ Per Lecce il convegno della Società Italiana di Scienza Politica è un appuntamento di grande valore culturale e scientifico, ma anche una nuova occasione per farsi conoscere e amare dalle centinaia di relatori e accompagnatori che sono attesi – ha dichiarato l’Assessore a Turismo, Sviluppo Economico, Attività produttive e artigianali, Sport del Comune di Lecce Paolo ForesioAssieme all’Università del Salento e ai suoi eccellenti Dipartimenti, alle Organizzazioni sindacali, agli Ordini professionali, alle Associazioni di Categoria, ci sentiamo impegnati a valorizzare il profilo della città come meta di turismo congressuale. Lecce si presta infatti a essere sede di importanti appuntamenti di discussione e dibattito per molteplici motivi: la ricchezza del suo patrimonio monumentale e delle location che è in grado di offrire, la gradevolezza della sua città storica, la professionalità delle sue strutture ricettive e delle attività di ristorazione. L’Amministrazione comunale è intenzionata a investire per accrescere l’apporto di questa voce nel computo delle presenze in città. Ringrazio il Direttore Pollice, i presidenti di corso e i docenti coinvolti per lo sforzo profuso nell’organizzazione del convegno. Da parte nostra ci impegneremo affinché nei momenti di tempo libero i numerosi partecipanti possano trascorrere ore piacevoli in una città bella e accogliente”.

In tre sessioni plenarie, oltre 100 workshop paralleli e numerose tavole rotonde in programma nelle sedi universitarie cittadine del Monastero degli Olivetani, dell’Edificio Sperimentale 2 “Donato Valli” e del complesso Studium 2000, si discuteranno tematiche di stringente attualità: dalle migrazioni all’Unione Europea, dal populismo ai partitici politici, dai movimenti sociali alle relazioni internazionali, dalle politiche pubbliche alle trasformazioni del welfare, dalla qualità della democrazia alla comunicazione politica. “Un appuntamento molto significativo – ha sottolineato il professor Fabio Pollice, Direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo – in un momento in cui in Italia, come in tutta l’Unione Europea, nel confronto politico sono tornati centrali concetti ed istituti classici come la sovranità, la rappresentanza politica, il parlamentarismo, assieme ad altri più recenti, per esempio le nuove forme di comunicazione politica nei media, l’e-democracy e l’e-voting. Il convegno rappresenta quindi una preziosa occasione per gli studiosi e il pubblico di riflettere su questi temi, su cui molto hanno influito fenomeni socio-culturali come la globalizzazione economica o le nuove potenzialità delle ICT. Sono cambiati, insomma, assieme ai rapporti fra gli individui e i soggetti politici, i confini tra gli Stati, resi quasi impalpabili. Tutto questo mette necessariamente in discussione la definizione degli stessi elementi costitutivi dello Stato, che secoli di cultura politica e giuridica ci avevano consegnato”.