MATINO (Lecce) – Rischiava una condanna a 2 anni di reclusione per non essersi arreso alla fine della relazione sentimentale con la ex ma il processo ha fatto emergere un’altra verità ed è stato assolto dalle accuse di stalking e violenza privata. Si chiude così con un verdetto di innocenza il processo a carico di R.C., 55enne, di Matino, al termine del processo celebratosi davanti al giudice Maddalena Torelli. L’uomo, come in storie simili, avrebbe continuato a infastidire e importunare la ex dopo la fine della relazione pur di convincerla a riallacciare i nodi di una vicenda sentimentale ormai naufragata.

Un incubo per la donna. La pedinava. Le stava addosso. Le telefonava e le inviava messaggi. E il tentativo di strangbolarla quando si pponeva ad avere rapporti intimi. E poi offese e un inseguimento per strada. Come quando la donna sarebbe stata costretta a fermarsi per strada pedinata dall’uomo mentre era in macchinamani sul collo; la richiesta sempre più insistente di parlare “perché me l’avevi promesso”. Fino a quando non sarebbe riuscita a divincolarsi e a fuggire.

Il processo ha ribaltato il fronte delle accue. Fondamentali le argomentazioni difensive sostenute in aula dall’avvocato Stefano Palma che ha provato, con documentazione del traffico telefonico (messaggistica e telefonate) che nel periodo in cui si sarebbero consumati fatti, la persona offesa aveva ripetutamente e spontaneamente contattato l’imputato. Inoltre non sono stati raccolti riscontri alle minacce e alle lesioni subìte dalla persona offesa. E per l’uomo il processo si è chiuso con un verdetto di assoluzione.