LECCE – Assaltarono un gazebo in piazza Sant’Oronzo allestito dalla Lega in attesa del comizio dell’allora leader Matteo Salvini previsto due giorni dopo. In quelle stesse concitate fasi due di loro rapinarono una 17enne di una bandiera ferendola ad un occhio. Il sostituto procuratore Donatina Buffelli ha fatto notificare l’avviso di chiusa inchiesta per quanto accaduto il 19 maggio scorso in pieno centro a Lecce in cui compaiono i nomi di L.C., 45 anni, di Lecce; M.A.F. 41 anni, di Lecce; P.G., 64, di Lecce; M.M., 59, di Lecce; C.P., 41, di Lecce; P.R., 41, di Lecce e S.S., di Lecce. Sono accusati di violenza privata e danneggiamento aggravato sulla scorta delle indagini condotte dagli agenti della Digos di Lecce riusciti ad identificare gli odierni indagati attraverso la visione di filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Dalla immagini si scorgeva un gruppo giungere in piazza da vicolo Dei Fedeli, puntare il gazebo dalla parte retrostante e cogliere di sorpresa i militanti leghisti. Il gazebo (di proprietà di Mario Spagnolo) venne scaraventato per terra facendolo piegare su se stesso; danneggiandolo e rendendolo del tutto inservibile. In più avrebbero sottratto gli stendardi simbolo del partito, minacciando varie minacce: “figli di…, fascisti di m…., bastardi, dovete sparire da qui. Qui non potete stare, né voi né quello sporco di Salvini, perché quando verrà saranno cazzi suoi. Dite di non venire qui altrimenti lo uccideremo. Ora vedrete cosa accadrà martedì…Siete terroni di m…. della lega…”. A causa del parapiglia gli organizzatori furono costretti ad interrompere la campagna di informazione che era stata regolarmente autorizzata.

Sempre in quei concitati momenti M.M. e P.G. si sarebbero impossessati di una bandiera caduta per terra sottraendola ad una ragazza 17enne (figlia di un amico di un sostenitore del partito) prima strattonandola e poi colpendola con un pugno sull’occhio sinistro cagionandole un'”iperemia congiuntivale all’occhio sinistro” giudicato guaribile in 8 giorni una volta accompagnata in ospedale.

Ovviamente l’avviso di conclsuine non corrisponde ad un verdetto di colpevolezza ma consente agli indagati di poter replicareb alle accuse chiedendo di essere interrogati o depositando memorie difensive tramite i propri avvocati Carlo Sariconi e Francesco Calabro.