OTRANTO (Lecce) – Rimane sotto sequestro il lido “Dolce Riva”, uno degli stabilimenti più chic di Otranto. Il Tribunale del Riesame (Presidente Silvio Piccinno, a latere Anna Paola Capano, relatore Antonio Gatto) ha infatti confermato i sigilli dello stabilimento balneare rigettando il ricorso degli avvocati difensori Mauro Finocchito e Stefano De Francesco, discusso nella giornata di ieri. Sono state così disattese le argomentazioni sostenute dagli avvocati del lido che, in circa un’ora e mezzo di discussione, avevano contestato l’insussistenza dei reati in materia edilizia (ormai prescritti) e evidenziato la correttezza dell’iter amministrativo a fondamento delle opere realizzate. Si tratta di un uovo nioet che porterà la difesa a valutare se ricorrere, come probabile, in Cassazione non appena saranno depositate le motivazioni.

Il “Dolce Riva” è uno dei tre lidi che sorgono in Contrada “Cerra” realizzato con la norma dell’accesso al mare così come altri due stabilimenti da tempo chiusi sempre per presunti abusi: il Twiga, del promotore del turismo di lusso Flavio Briatore e il “Salento Beach”. Da dicembre, però, quando lo stabilimento “Dolce Riva” finì sotto sequestro probatorio (sono tre gli indagati) lo scenario è mutato. Anzi si è aggravato ulteriormente sull’onda d’urto delle conclusioni riportate nella maxi consulenza effettuata dall’ingegnere Fiorentino corredata dalle valutazioni del geologo Carmine Vitale nominati dalla Procura per accertare una correlazione tra la realizzazione dei lidi e il rischio crollo della falesia nei pressi della costa di Otranto.

F.Oli.