SPECCHIA (Lecce) – È rientrato nella propria abitazione Roberto Panese, il 18enne, di Specchia, arrestato nella notte del 24 agosto con l’accusa di aver stuprato una donna. Il Tribunale del Riesame (Presidente-relatore Silvio Piccinno, giudici Pia Verderosa e Antonio Gatto) ha alleggerito la custodia cautelare in carcere con i domiciliari accogliendo il ricorso discusso questa mattina dagli avvocati del giovane, i legali Luigi Corvaglia e Francesco Spagnolo. La difesa, nel corso della discussione, ha evidenziato con il conforto di un’attività d’indagine specifica, l’inverosimiglianza del racconto della donna. Le argomentazioni sostenute davanti al collegio giudicante sono state di natura puramente giuridica.

Sul piano della sussistenza o meno delle esigenze cautelari gli avvocati hanno rimarcato come potessero essere salvaguardate anche con una misura meno afflittiva alla luce della giovane età dell’indagato, il suo status di incensurato e la totale mancanza di carichi pendenti. In attesa di conoscere gli sviluppi dell’inchiesta la difesa ha preannunciato che porterà a conoscenza del giudicante una serie di fatti che potrebbero ribaltare la ricostruzione dell’episodio. D’altronde lo stesso indagato, nel corso dell’udienza di convalida, ha negato qualsiasi azione violenta sulla donna (una sua compaesana) con la quale avrebbe avuto un rapporto del tutto consenziente.

I fatti si sarebbero consumati nella notte del 26 luglio scorso e sono stati ricostruiti dai carabinieri della stazione di Specchia con l’ascolto sommario di testimoni e l’acquisizione di filmati di videosorveglianza. Panese avrebbe notato la donna all’interno di un locale di Specchia. Subito dopo l’avrebbe pedinata fino al punto in cui, dopo una serie di minacce, sarebbe avvenuta l’aggressione fisica. Per valorizzare il contenuto della denuncia sede la vittima ha prodotto il referto medico per certificare le contusioni e le escoriazioni riportate dopo il rapporto violento.

L’indagine, però, potrebbe riservare nuovi colpi di scena.

F.Oli.