TREPUZZI (Lecce) – Scattano i domiciliari per il commerciante di Trepuzzi che, lo scorso 2 luglio, molestò una bambina di soli 10 anni, subendo poi la reazione violenta del genitore della piccola, che tentò di farsi giustizia da solo prima di informare i carabinieri.

Agli arresti è finito F.P., di 71 anni, confinato nella sua abitazione, con l’accusa di violenza sessuale aggravata. L’ordinanza è stata eseguita dai carabinieri della stazione di Trepuzzi guidati dal luogotenente Giovanni Papadia. I fatti di cui è accusato il negoziante, come detto, risalgono all’inizio dello scorso luglio, quando la bambina si recò nel negozio dell’uomo per comprare della salviettine.

Una volta all’interno dell’esercizio commerciale, tuttavia, la giovanissima, minuta e dal fisico esile, sarebbe stata avvicinata e “trascinata” in uno sgabuzzino. Dove sarebbe stata toccata e palpeggiata nelle parti intime. Per pochi secondi ma sufficienti per configurare un reato. Subito dopo F.P. le avrebbe suggerito di toccarsi il seno di notte e le avrebbe regalato delle gomme da masticare. Tornata a casa in lacrime la piccola raccontò ciò che le era accaduto ai genitori. La reazione di pancia del padre della bambina fu immediata. Raggiunse il negozio. F.P. cercò di difendersi: “Aspetta…aspetta che mo ti spiego”. Capendo che quanto le aveva raccontato la figlia era vero, accecato dalla rabbia e dall’ira, rifilò al titolare dell’alimentari un paio di pesanti ceffoni in faccia.

All’indomani della pubblicazione su questo sito dell’episodio il commerciante si presentò presso la caserma dei carabinieri. Negò tutto. Riferì che la piccola aveva inventato ogni cosa. Raccontò che la minore indossava una maglietta molto larga e un po’ sconcia in quanto lasciava intravedere il seno. precisò che i contatti con la ragazzina si sarebbero limitati all’acquisto delle salviettine e al regalo di un pacchetto di caramelle peraltro alla presenza di altri due clienti. Versione, però, ritenuta contraddittoria dagli inquirenti.

Anche la ragazzina è stata sentita dal pm alla presenza di una psicologa nell’ambito di un ascolto protetto presso la Procura dei Minori. La bimba, a dispetto della tenera età, ha ricostruito nei minimi dettagli l’accaduto. Con coraggio e precisiopne. Senza palesare alcun tentennamento neppure quando la psicologa, con le cautele del caso, è entrata nei dettagli. La bambina ha ricordato tutto senza palesare alcun tipo di contraddizione. Sono state raccolte anche le dichiarazioni di una donna sentita come come persona informata dei fatti. E i carabinieri hanno effettuato un sopralluogo all’interno della sgabuzzino compatibile per dimensioni e arredo (scuro e privo di finestre) con la descrizione fornita dalla ragazzina. La consulenza sulla personalità della piccola ha poi fatto emergere l’adeguatezza e la fluenza del linguaggio e un atteggiamento estremamente collaborativo in grado di ricordare e raccontare adeguatamente i fatti.

A distanza di un paio di mesi dall’episodio, il gip del Tribunale di Lecce Giulia Proto, su richiesta del pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, ha emesso nei confronti di F.P. un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari “perché altre bambine potrebbero subire la stessa sorte ed evitare di portare a conoscenza l’accaduto per timore, vergogna o paura”. L’uomo è difeso dall’avvocato Antonio Savoia. Probabilmente nella giornata di mercoledì si terrà l’interrogatorio di garanzia. I genitori della ragazzina, invece, sono assistiti dall’avvocato Antonio Romanello.