F.Oli.

ALEZIO (Lecce) – Stalking ai danni della cognata per sfogare il suo odio nei confronti della donna e del fratello. C.A., 48 anni, di Alezio, è stato sottoposto al divieto di avvicinamento e ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa con l’accusa di stalking. Il provvedimento è stato disposto dal gip Simona Panzera nonostante il pm avesse chiesto la misura degli arresti domiciliari.

A mettere in moto l’inchiesta sono state le varie denunce presentate nel tempo dalla donna assistita dall’avvocato Maria Greco. Dall’estate del 2018 fino a pochi giorni fa, avrebbe subìto le angherie e le molestie del cognato. Sotto casa, per strada, sul posto di lavoro. Perché la donna gestisce insieme al marito un bar e anche all’interno dell’esercizio commerciale C.A. si sarebbe macchiato di una grave e lunga serie di atti persecutori. Atteggiamenti aggressivi e minacciosi; velleità di approcci sessuali palpandosi i genitali e pronunciando frasi irriguardose. E ancora. Avvicinandola e dicendole che l’avrebbe uccisa sgozzandola nei pressi del locale in attesa della sua uscita. In un’altra circostanza, sempre all’interno del bar, le avrebbe sferrato uno schiaffo e, una volta all’esterno, avrebbe continuato a toccarsi i genitali.

C.A. avrebbe infastidito la cognata inviandole più e più messaggi su WhatsApp minacciandola di morte e di sfregiarla con l’acido. Da ultimo, a bordo della sua autovettura, si sarebbe avvicinato alla donna per strada e, abbassato il finestrino, avrebbe iniziato ad inveire nei suoi confronti con frasi minacciose e volgari. Inevitabilmnente un simile clima avrebbe provocato delle gravi ripercussioni sulla stabilità della donna costretta a convivere, suo malgrado, con un grave e sempre più crescente stato d’ansia.

Nel corso delle indagini il quadro accusatorio si è arricchito con le testimonianze fornite dallo stesso fratello dell’indagato e con le dichiarazioni di due dipendenti del bar che hanno portato il giudice a disporre il divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di un cognato animato da un sentimento di odio sempre maggiore nei confronti della cognata e della sua famiglia.