F.Oli.

TRICASE (Lecce) – Prese a calci e pugni la compagna davanti alla figlioletta sul passeggino. E.S.N., 37enne originario di Tricase ma residente a Viterbo, è stato condannato a 6 mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione) con l’accusa di lesioni personali. La sentenza di primo grado è stata emessa dal giudice monocratico Stefano Sernia che ha dimezzato la richiesta di condanna invocata dal vpo di udienza. Il dispositivo contempla anche che l’imputato risarcisca la persona offesa originaria di Lecce (parte civile con l’avvocato Alessandro Costantini Dal Sant) in separata sede.

L’ennesimo episodio di violenza tra le pareti domestiche risale al 27 maggio del 20015 in casa di alcuni zii dell’uomo a Melissano. La coppia era in un periodo in cui stava cercando, tra mille difficoltà, di riallacciare i rapporti. E.S.N., però, quel giorno era ubriaco. E per le sue condizioni alterate avrebbe perso la ragione scagliandosi contro la donna colpita con calci e pugni. Per sfuggire alla furia del compagno, la donna fu costretta a rifugiuarsi in una casa di fronte portando consé la figlioletta. Poco dopo intervennero i carabinieri mentre la malcapitata vittima riportò un trauma cranico con una prognodsi di 5 giorni.

Sulla scorta degli ascolti della persona offesa e di persone sentite a sit il pm Stefania Mininni ha poi chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’uomo. In sede di discussione l’avvocato Paola Scarcia ha sostenuto, con un intervento preciso e puntuale, che l’aggravante del vincolo coniugale (norma entrata in vigore nel 2018) non poteva essere contestata perché i fatti, oggetto del processo, risalivano al 2015. In più tra l’imputato e la persona offesa il rapporto era quello tra due amici che stavano tentando di riavvicinarsi.  Una tesi accolta dal Tribunale che ha così emesso una sentenza relativamente mite. Non appena saranno depositate le motivazioni, la difesa potrà impugnare la sentenza in Appello.