di F.Oli. 

NARDO’ (Lecce) – Si sarebbero accaniti per mesi contro la sede dell’associazione di persone down. Petardi, sassi, danneggiamenti, tanto che gli ospiti avevano ormai il terrore di frequentare il centro. I presunti componenti della baby gang sono stati tutti identificati e raggiunti da un avviso di chiusa inchiesta fatto notificare dal pm della Procura dei Minori Imerio Tramis. Nei guai sono finiti V.G. e C.C., entrambi di 17 anni; S.B., L.M. e G.Z., di 16 e G.S., il più piccolo, di appena 15 anni. I teppistelli under 18, tutti residenti a Nardò, rispondono di danneggiamento aggravato in concorso e di accensioni ed esplosioni pericolose.

Indagine condotta dagli agenti del Commissariato di Nardò (al comando del vice questore Pantaleo Nicolì). Fondamentali si sono rivelati la conoscenza del territorio degli investigatori e la visione di alcuni occhi digitali per smascherare la baby gang. Che in pochi mesi era diventata una vera e propria emergenza nella cittadina neretina. Anche perché i 47 ospiti erano ormai terrorizzati e avevano paura a frequentare il centro di via Caduta di via Fani.

Così, anche per restituire la necessaria tranquillità, gli agenti hanno impresso un’accelerata decisiva alle indagini. Sono stati ricostruiti gli episodi, le modalità degli assalti e la cadenza temporale. Già dalla fine dello scorso anno i bulli erano diventati un tormento per il centro. Il 12 dicembre, a ridosso dell’ingresso secondario dell’associazione, dopo aver accumulato della spazzatura, i teppistelli diedero incuranti della presenza delle tubature della caldaia del gas. E si rese necessario domare il princidio d’incendio per evitare conseguenze più gravi.

Nella notte di San Silvestro la banda tornò alla carica. Anziché festeggiare l’arrivo del nuovo anno i teppistelli avrebbero pensato di attendere il 2019 posizionando un grosso petardo all’interno di una nicchia, posta sul retro di un’associazione down, la cui deflagrazione provocò la rottura del muro della nicchia e della portella in ferro. Dopo una breve pausa altro assalto. L’11 febbraio la gang sarebbe ricomparsa in via Caduta di via Fani. Dopo aver preso a calci la porticella in ferro che chiudeva la nicchia già danneggiata, sradicarono totalmente tutta l’intelaiatura della nicchia poi abbandonata per terra.

Le idagini, dicevamo. Veloci e incisive. I ragazzi avevano una loro base da cui partivano per compiuere le loro scorribande ai margini della zona 167. Poi mettevano in atton i raid ma non avevano considerato che le loro facce e le loro azioni sarebbero state catturate dagli impianti di videosorveglianza, tra cui quelli del centro stesso.

I giovani indagati sono difesi dagli avvocati Andrea Frassanito, Francersco Risi, Ezio Maria Tarantino, Tommaso Valente e Massimo Muci.