BARI – L’urlo di battaglia Michele Emiliano lo lancia dalla piazza principale della città vecchia, dove una nutrita folla si è raccolta per far vedere che la sinistra unita fa paura. Quella di oggi è una semplice dimostrazione del governatore uscente: una sfida per accelerare sulle primarie. Il messaggio è chiaro: non si gioca più. A fianco al governatore uscente della Puglia, che ha ufficializzato la sua candidatura, sul palco di Largo Albicocca, i primi cittadini dei capoluoghi, incluso il leccese Carlo Salvemini (tranne Foggia che è governata dal centrodestra). Domani si riunisce la coalizione per stabilire le regole delle consultazioni di base e il problema resta sempre l’ostracismo di Dario Stefano, l’ex sfidante perdente di cinque anni fa. Il 12 gennaio si faranno le primarie con Elena Gentile. Fabiano Amati difficilmente si candiderà, perché avrebbe voluto una candidatura unitaria degli anti-Emiliano. Invece in campo c’è il professore Palmisano e Stefano non si capisce se potrebbe partecipare o meno. Il senatore leccese non si fida delle consultazioni di base organizzate da Lacarra e spera in un accordo con M5S che sparigli le carte e metta fuori gioco Emiliano. Il sindaco di Bari, Antonio De Caro, invita tutti a restare uniti: è l’appello di un ex renziano che non ha mai voltato le spalle a Michele Emiliano. “Se restiamo uniti non ce n’è per nessuno!”. È la frase del sindaco barese sottoscritta anche dal governatore uscente. Si fa appello alla famiglia della sinistra, al dialogo: il segretario Marco Lacarra insiste sui 15 anni “virtuosi del centrosinistra” e sulla necessità di frenare la destra reazionaria.

In effetti la partita pugliese avrà un grande peso anche in chiave nazionale: è una roccaforte della sinistra da 15 anni che se dovesse cadere avrebbe ripercussioni persino sul governo. Tutti presenti per supportare il bis di Michele Emiliano, anche i fedelissimi salentini. Sul palco i nuovi alleati di Puglia Popolare di Massimo Cassano, quelli che fanno storcere il naso ai puristi di sinistra. C’è una delegazione salentina: Luigi Mazzei e altri militanti. Tutti pronti a una battaglia contro un centrodestra che prova a stare unito, mentre Stefano resta un’incognita, una “scheggia impazzita da neutralizzare con le primarie”.

IL DISCORSO INTEGRALE DI MICHELE EMILIANO:

“Sono emozionato, noi siamo fatti così, siamo persone semplici che si pongono di fronte alla gente con il massimo rispetto possibile. Per noi le piazze sono importantissime, le città sono importantissime, e da qui che siamo partiti ed è cominciata la rivoluzione gentile della Puglia e andremo avanti così”: sono le parole pronunciate da Michele Emiliano da largo Albicocca a Bari, dove ha aperto oggi la sua campagna elettorale per il 2020.

“Abbiamo organizzato questo evento in un luogo che un tempo mi impegnava solo come magistrato – ha detto Emiliano – e quindi un posto simbolico per me, perché tutta la mia vita è stata dedicata a ripristinare la legalità prima nelle maniere emergenziali delle quali mi occupavo, e poi a costruire un’idea diversa del vivere quotidiano. È un lavoro enorme che abbiamo fatto noi pugliesi in quindici anni di impegno durissimo e oggi abbiamo ripercorso tutto quello che è accaduto. Ringrazio tutti coloro che hanno fatto come me e più di me in questi anni. Le campagne elettorali raccontano una storia, parlano delle cose che stanno avvenendo e che avverranno. Se gli altri sono capaci di salire su un palco e raccontare una storia, bene, ma se non sono capaci non cerchino altri mezzi. Perché le campagne elettorali si vincono portando la propria storia e immaginando il futuro insieme a milioni di pugliesi”.

Tanti gli interventi dei sindaci pugliesi e di rappresentanti politici a sostegno della candidatura di Emiliano.

“Siamo qui per chiedere l’unità del centro sinistra – ha detto il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci – e che Michele Emiliano possa svolgere il suo compito nel migliore dei modi. L’avversario è altrove, non è il centro sinistra, abbiamo l’obbligo di continuare a portare avanti i nostri programmi e stare insieme”.

“Qui c’è la famiglia del centro sinistra – ha detto il Sindaco di Bari Antonio Decaro – oggi sento lo stesso fermento di quando conobbi Michele Emiliano quindici anni fa. La Puglia chiede a Michele Emiliano di continuare il suo lavoro, un lavoro che non è finito. Oggi comincia la campagna elettorale. Emiliano in questi anni ha restituito a questa città e a questa regione un futuro”.
“Sono diventato il sindaco dei sindaci, come dice qualcuno, – ha aggiunto Decaro dal palco – grazie all’esperienza che ho fatto in quegli anni. Perché tu, Michele, ci hai insegnato a mettere l’interesse di tutti rispetto all’interesse personale, l’interesse degli altri rispetto anche alle elezioni, al consenso. A pochi mesi dalle elezioni per il tuo secondo mandato, rispetto all’installazione delle telecamere e delle strisce blu a Bari Vecchia, tu mi dicesti: Antonio se è la cosa giusta vai avanti, continua. Anche se qualcuno penserà che sei un pazzo, anche se ti stai mettendo contro i poteri forti, anche se ti diranno ‘non si può fare, non ci riuscirai, è impossibile’. Ci hai insegnato che nessuna storia è già scritta, la possiamo scrivere noi. Come l’abbiamo scritta in questi quindici anni, tutti insieme, con l’aiuto delle donne e degli uomini che ci hanno accompagnato in questo percorso. Sarà ancora una volta cosi. Se vale la pena rischiare, io ci metto anche il mio ultimo frammento di cuore. Io sono qui, Michele, perché voglio metterci l’ultimo frammento di cuore”.

Riccardo Rossi, sindaco di Brindisi ha detto che: “Noi un anno fa abbiamo vinto le elezioni a Brindisi come centro sinistra e abbiamo bisogno di continuare questa esperienza in un rapporto con la regione amministrata da qualcuno che condivida valori, idee e programmi per lo sviluppo della Puglia e dei territori. Penso che questa esperienza debba continuare. Siamo anche molto preoccupati da quello che abbiamo visto nella piazza di San Giovanni a Roma: da questo punto di vista occorre uno scatto di orgoglio qui in Puglia, affrontare questo avversario pericoloso, essere tutti uniti e dare continuità alle politiche che si stanno attuando sui territori”.

“Sono qui a rivendicare un diritto politico di Michele Emiliano di potersi candidare nuovamente al governo della Regione puglia Salvemini – ha detto il sindaco di Lecce Carlo Salvemini – Dovremmo riscoprire il sentirci tutti parte di una squadra, nel rispetto delle differenze. Di fronte ai nostri avversari, quelli che oggi riempiono le piazze per ricordarci valori che sono contrari anche alla Costituzione e che dicono che ci manderanno a casa a partire dalle regionali, noi dobbiamo unirci, a casa, per respingere quell’attacco. Se c’è qualcosa che non è mai venuto meno tra di noi è il rispetto nelle differenze che ci consente oggi di sentirci qui affianco senza alcuna preoccupazione e imbarazzo. E questo accade perché con Michele condividiamo un alfabeto politico. Condividiamo valori, principi, idee, sentimenti pubblici che oltre le differenze ci accomunano. Esiste una classe dirigente diffusa, dal Gargano al Salento, che dal 2005 ad oggi lavora con serietà per migliorare il benessere economico, sociale, culturale, materiale, civile di questa regione”.

“Io sono uno che l’ha fatto arrabbiare – ha detto Amedeo Bottaro sindaco di Trani – ma sono uno di quelli che è profondamente orgoglioso del Presidente della Regione Puglia. Io mi sono ritrovato in una città che era un disastro. Stamattina ho fatto la lista dei finanziamenti che la mia città ha avuto dalla Regione Puglia. Mi sono fermato a 30milioni di euro. Il mio comune prima di Michele Emiliano aveva preso solo un milione e mezzo. Io posso testimoniare di aver avuto sempre Michele alle mie spalle anche quando l’ho fatto arrabbiare. È un uomo che innanzitutto ha una cultura come amministratore, sa che cosa significa aiutare le comunità e lui ci ha tanto aiutato”.

Bernardo Lodispoto, sindaco di Margherita di Savoia e presidente della Provincia Bat: “Rivolgo un appello a tutte le forze di centrosinistra: l’unico candidato che può vincere è Michele Emiliano. Uniti si vince, non ci sono alternative”.

“Dobbiamo essere più indulgenti con noi stessi – ha detto Marco Lacarra, segretario regionale PD Puglia – e finirla di farci prendere da una sindrome di autolesionismo che non serve a nulla. Non possiamo permetterci di lasciare questa regione in mano alla destra, dobbiamo sentirci una comunità unita”.